
26 Ottobre 2026
Tutte le location italiane nella filmografia di Dario Argento Una guida a tutte le location più iconiche del maestro dell’horror italiano
Dario Argento è, senza troppi giri di parole, il più celebre autore dell'horror italiano. Non tanto per la sua capacità di scrivere grandi dialoghi, toccare temi sociali o dirigere interpretazioni memorabili, quanto per il suo incredibile talento di dotare le sue storie di una sognante artificiosità che sa essere del tutto visionaria. I migliori film di Argento prendono il classico canovaccio dell’horror all’italiana e lo trasformano in qualcosa di allucinatorio e febbrile.
La bravura di Argento sta proprio qui, ovvero nel manipolare e a volte anche nell’assaltare la percezione dello spettatore immergendolo in una non-realtà che ha le stesse logiche (e anche le stesse incongruenze) delle fiabe e degli incubi. È puro stile al di là di ogni limite di verosimiglianza. E in questo stile rientrano spesso l’arte e l’architettura italiane. Anche se molti film del regista sono ambientati a Roma, infatti, le location scelte da Argento per i suoi set sono sparse un po’ ovunque nel Nord Italia e sono spesso scelte col gusto di un intenditore. La sua città preferita è Torino, «il luogo dove i miei incubi stanno meglio», come ha scritto Argento stesso nella sua autobiografia Paura. Ma spesso più città convivono nello stesso film, contribuendo a creare un senso di sottile spaesamento che contribuisce ulteriormente all’effetto finale dei film. E proprio da Torino inizieremo con una rassegna delle location italiane presenti nei film di Argento.
Torino
Come dicevamo, Torino è la città più legata all'immaginario di Dario Argento, che ha raccontato di essere affascinato dalla città sin da bambino sia per le molte leggende esoteriche che la circondano, sia perché è «multiforme ed eclettica» come ebbe a dire in un’intervista. E infatti ci sono sette suoi film girati qui. Il gatto a nove code (girato nel 1970 e uscito nel 1971) è il primo film del regista con molte location torinesi come ad esempio il Cimitero Monumentale, dove i protagonisti cercano di notte una tomba; la stazione di Porta Nuova, dove un personaggio viene spinto sotto il treno; la Galleria d'Arte Moderna (GAM), esterno dell'Istituto Terzi; piazza Solferino; e in piazza Crimea 2 la Casa dell'Obelisco, dall'ingresso a forma di ostrica e dalle facciate curve, che nel film è la casa di Bianca Merusi.
Già l’anno dopo, Argento torna in città per Quattro mosche di velluto grigio (1971) dove sono usati come set l'Auditorium RAI di piazza Rossaro, la galleria Umberto I, il Conservatorio Verdi in piazza Bodoni (esterno del teatro dove Roberto accoltella per errore il suo pedinatore; gli interni sono a Spoleto), la Galleria Subalpina (lo studio dell'investigatore Arrosio), il Caffè Mulassano in piazza Castello 15 con i portici della piazza, il Giardino Lamarmora, piazza XVIII Dicembre a Porta Susa e un palazzo all'angolo tra via Duchessa Jolanda e via Collegno, con l'androne di via Collegno 45.
A Torino è anche girato l’iconico Profondo rosso (1975) la cui storia si svolge però a Roma, dove si sono svolte altre riprese. Il Teatro Carignano ospita la conferenza di parapsicologia iniziale. In piazza C.L.N., con le fontane del Po e della Dora, si trovano il Blue Bar, costruito apposta e ispirato ai Nottambuli di Hopper, e il palazzo dove abitano Marc e la medium Helga Ulmann, teatro del suo omicidio. In Galleria San Federico passeggiano Marc e Carlo. La Villa Scott in Borgo Po, progettata da Pietro Fenoglio nel 1902 e all'epoca collegio femminile delle suore, è la “villa del bambino urlante”.
Argento tornò poi al Teatro Carignano e al Cimitero Monumentale per Non ho sonno (2001) oltre a Villa San Quirico, che nel film si chiama Villa De Fabritiis e il deposito locomotive di Ponte Mosca. Nel film per la tv Ti piace Hitchcock? (2005) appare la Fontana dei Dodici Mesi mentre ne La terza madre (2007) si vedono la Galleria Subalpina (in un flashback), la Villa Imperiali Becker, molti interni girati alla Accademia Albertina delle Belle Arti mentre Andezeno funge da cimitero di Viterbo oltre a una chiesa a Buttigliera Alta, dove Sarah incontra padre Johannes. Infine, interamente a Torino è ambientato Giallo (2009) e specialmente al Teatro Regio, piazza Vittorio Veneto 24 (dove si trova l'appartamento della modella), piazza Bodoni, Palazzo dei Cavalieri e una piazza con fontana a Bra, in provincia di Cuneo. Molti interni furono ricostruiti nell'ex sede Enel di Torino. Fuori città ma in Piemonte, Dracula 3D (2012) usa il Castello di Montalto Dora.
Roma
A Roma, la città natale del regista, Argento gira spesso in quartieri moderni o poco riconoscibili. Va notato che quasi tutti i film del regista sono ambientati nella capitale ma non sempre girati lì. In L'uccello dalle piume di cristallo (1970) le riprese sono concentrate soprattutto nel quartiere Flaminio: si riconosce il Bioparco e il Museo Civico di Zoologia, il palazzo di via di Santa Melania 18 sull'Aventino, il cinema Fiamma, il Grand Hotel Palace (dove si svolge il congresso degli ex pugili), l'Hotel Astrid che diventa invece il palazzo della quinta vittima e il quartiere Coppedè. Ne Il gatto a nove code ci sono invece gli interni dell'Istituto Terzi, l'Hotel Hilton Rome Cavalieri, ville come quella dell'Olgiata e quella in fondo a via dell'Antartide; mentre i tetti dell'inseguimento finale sono a Pomezia.
Quattro mosche di velluto grigio è girato soprattutto all'EUR, in largo Apollinaire e largo dell'Artide. Compaiono anche Ponte Marconi, piazza dei Quiriti con la fontana e Villino Crespi sulla via Nomentana, che fa da Villa Rapidi. Il parco dove viene uccisa la domestica è quello di Villa d'Este a Tivoli. In Profondo rosso, invece, Roma offre il Mausoleo di Santa Costanza, ovvero la sala della prova del gruppo jazz all'inizio; il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari all'EUR che diventa una biblioteca, il Liceo Mamiani, il mercato Trionfale, la villa di Amanda Righetti in via della Giustiniana 773 e la casa di Olga e del signor Rodi in via della Camilluccia 364. L'ospedale finale è l'ex clinica Madonna delle Rose a Fonte Nuova.
Anche se ambientato a New York, in Inferno (1980) apparve famosamente il quartiere Coppedè con il Palazzo Coppedè vero e proprio tramutato nell'ingresso di una biblioteca per i cui interni venne usata la Biblioteca Angelica, mentre la celebre scena di Mater Tenebrarum è girata nell’aula magna dell'ospedale odontoiatrico George Eastman.
Tenebre (1982) è il film che fa l'uso più radicale della città che sembra iper-moderna, e quasi spopolata. Anche qua il set è all'EUR e a Casal Palocco: il centro commerciale Le Terrazze è il set dell'agguato a John Saxon e la villa Ronconi dell’architetto Busiri Vici è la casa del celeberrimo piano sequenza che fa il giro della casa dal tetto. La Rinascente di piazza Fiume ospita il furto del libro; l'Hotel Jolly Villa Carpegna è l'esterno della casa di Franciosa e l'Hilton Cavalieri ne è l'interno; la villa con piscina del critico Steiner è a Formello, in viale Perù mentre la villa del finale è in via Groenlandia 19. Altri celebri interni sono girati nella villa dell'architetto Sandro Petti, capolavoro modernista in Viale Perù.
In Opera (1987) si vedono invece il Salone dei Mappamondi di Palazzo Sacchetti in via Giulia 66 e comrare anche via Nazionale. La sindrome di Stendhal (1996) ha alcune scene girate alla Fontana del Putto di Villa Doria Pamphilj, dentro l'Accademia Britannica, nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna, l'Accademia di Belle Arti, e negli interni di Villa. Infine, Il cartaio (2004) è tutto romano anche se abbastanza bruttino. Lì vediamo l'Orto Botanico del Gianicolo, il Complesso del Buon Pastore in via di Bravetta, l'Albergo del Senato in piazza della Rotonda, il vicolo dei Costaguti, piazza Mattei. Anche La terza madre ambienta la storia a Roma, con la scena iniziale girata a Palazzo Braschi.
Le altre città d’Italia
Come dicevamo, Argento ha girato saltuariamente un po’ in tutta Italia: Milano, ad esempio, e le stazioni della metro rossa sono presenti in Quattro mosche di velluto grigio e nei bagni del mezzanino della fermata Duomo. A Firenze è girato in parte La sindrome di Stendhal: Argento è a oggi l’unico regista della storia ad aver girato all'interno degli Uffizi, oltre che in alcune delle strade del centro. Nello stesso film ci sono molte scene girate a Viterbo: il Palazzo dei Papi, il Palazzo dei Priori e piazza Cappella sono le location più notevoli.
A Parma è invece girato Opera, quasi interamente dentro Il Teatro Regio. L’Uccello dalle piume di cristallo include l'ippodromo di Agnano a Napoli mentre il cimitero monumentale di Perugia fornisce a Profondo rosso il cimitero del funerale di Helga Ulmann. A Spoleto, infine, è girata la sala del teatro abbandonato di Quattro mosche di velluto grigio, anche se il Davinotti parla del Teatro Sperimentale, mentre Wikipedia parla del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti.









