Cinque posti dove mangiare a Torino in occasione del C2C Tra trattorie contemporanee, vinerie di quartiere e street-food di nicchia

Cinque posti dove mangiare a Torino in occasione del C2C Tra trattorie contemporanee, vinerie di quartiere e street-food di nicchia

La ventiquattresima edizione di C2C Festival, uno dei più importanti eventi di musica elettronica in Europa, si terrà a Torino dal 29 ottobre al 1° novembre, celebrando i 25 anni dalla nascita della manifestazione. Dopo aver chiuso il 2025 con oltre 42mila presenze, di cui il 40% provenienti dall'estero, il festival si prepara a un nuovo possibile sold out. I biglietti per la serata inaugurale alle OGR Torino e per la matinée del sabato al Teatro Carignano sono già esauriti, mentre restano disponibili gli ultimi biglietti per le due serate principali al Lingotto Fiere.

Tra i protagonisti della lineup 2026 figurano Robyn, Arca, underscores, Kelela, Oklou, Yung Lean & Bladee, The Avalanches e Shygirl, a conferma di un'identità musicale che da oltre vent'anni mette insieme elettronica, pop, rap e sperimentazione sotto l'etichetta «avant-pop». Per celebrare il suo venticinquesimo anniversario, C2C amplia inoltre il proprio programma coinvolgendo otto location della città, con il ritorno al Teatro Carignano dopo undici anni e un evento diffuso tra Le Roi e Notorius, due luoghi storici della nightlife torinese che riportano il festival alle origini del suo format.

In concomitanza con la Torino Art Week, il C2C tornerà così a trasformare il capoluogo piemontese in un punto di riferimento per gli appassionati di clubbing e musica contemporanea, attirando un pubblico internazionale che negli anni ha contribuito alla crescita del festival. Per chi sarà a Torino tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, però, l'evento può rappresentare anche un'occasione per scoprire la vivace scena gastronomica della città, tra trattorie contemporanee, vinerie di quartiere e street food di nicchia. Ecco allora cinque posti dove mangiare a Torino durante il C2C Festival 2026.

Ristorante Consorzio

Segnalato dalla Guida Michelin con il riconoscimento Bib Gourmand – una menzione riservata ai ristoranti che offrono un’ottima cucina a prezzi contenuti – il Ristorante Consorzio è da anni uno dei punti di riferimento per gli appassionati di gastronomia a Torino. L’atmosfera è informale ma dal respiro contemporaneo, proprio come la sua cucina: il ristorante, infatti, serve piatti della tradizione locale reinterpretati con creatività e attenzione alle materie prime. «Una delle cucine piemontesi più interessanti e riuscite della città», scrive la Guida Michelin, che sottolinea anche la capacità del locale di valorizzare i tagli di carne meno nobili, come quinto quarto e trippa: «decisamente imperdibili».

Via Monte di Pietà, 23

Smashy

È stato tra i primi locali in Italia a intercettare con tempismo e autenticità il fenomeno degli smash burger. Il menù è volutamente essenziale, sulla scia della celebre catena californiana In-N-Out, che ha ispirato molte realtà di questo genere. Smashy propone cheeseburger, double cheeseburger e bacon cheeseburger, accompagnati da patatine fritte e una selezione minima di bevande. Nelle ultime settimane, l'offerta si è arricchita anche della New York slice, una fetta di pizza in perfetto stile newyorkese. «In un mondo in cui tutti cercano di aggiungere, noi abbiamo deciso di fare esattamente il contrario», hanno dichiarato i fondatori in occasione dell’apertura del locale, nel novembre 2023. Una filosofia che, ancora oggi, contribuisce a rendere Smashy uno degli indirizzi di riferimento per chi cerca un hamburger di qualità nel Nord Italia.

Via S. Massimo, 5/c

Ailimē

«Italian mood, Japanese attitude», recita il motto di Ailimē: la proposta del locale, a metà tra una vineria con cucina e una trattoria contemporanea, si ispira a un modello di cibo casalingo che unisce le preparazioni delle osterie del Nord Italia alla cucina tradizionale giapponese. «Un menù eclettico e divertente, che cambia di volta in volta, arricchendosi di nuove ricette», scrive TorinoToday. Il locale ha aperto anche la sua versione izakaya, un format tipico giapponese a metà strada tra un pub e una trattoria, dove si va principalmente per bere e mangiare in modo informale piccoli piatti. In occasione del C2C Festival e di Artissima, Ailimē ha deciso inoltre di prolungare gli orari di apertura per il weekend: giovedì 29 e venerdì 30 ottobre sarà aperto sia a pranzo che a cena, sabato 31 ottobre solo a cena e domenica 1° novembre nuovamente a pranzo e a cena.

Via Messina, 8/A

Orso Laboratorio Caffè

Aperto nel quartiere di San Salvario a Torino, il locale è stato tra i primi a introdurre in città il concetto di specialty coffee, portando un approccio completamente nuovo a una delle bevande più iconiche d’Italia. Dopo oltre dieci anni di attività, l’apertura di una seconda sede torinese ha confermato il successo e la solidità del progetto. Orso Laboratorio Caffè punta da sempre sulla torrefazione artigianale e sulla selezione di micro-lotti di caffè specialty, collaborando con piccoli produttori di diverse parti del mondo. Il locale propone anche una curata offerta di viennoiserie, ideale per accompagnare le molte tipologie di caffè presenti in carta.

Via Claudio Luigi Berthollet, 30h

Razzo

«Un ristorante raccolto dai toni contemporanei, giovanili e rilassati, per una cucina attenta ai prodotti regionali e stagionali», scrive la Guida Michelin a proposito di Razzo, locale torinese aperto nel 2019 e tuttora guidato dallo chef Niccolò Giugni. «I piatti proposti alla carta [...] sottendono una bella tecnica e una matura anima creativa», riporta invece il magazine Dissapore. Il ristorante propone inoltre un piccolo menù degustazione dal prezzo piuttosto contenuto se si considera la qualità offerta – e anche la carta dei vini si distingue per una selezione curata e di livello.

Via Andrea Doria, 17/F

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