Alba sarà la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 Dalla prima Biennale delle Langhe alla nuova Fondazione Vezza

Alba sarà la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 Dalla prima Biennale delle Langhe alla nuova Fondazione Vezza

Nel 2027 Alba sarà la Capitale italiana dell'arte contemporanea. La città piemontese ha conquistato il titolo con Le fabbriche del vento, un progetto ispirato all'artista albese Pinot Gallizio che porterà nel territorio mostre, nuove opere e la prima edizione della Biennale delle Langhe. Un anno in cui l'arte contemporanea uscirà dagli spazi espositivi tradizionali per coinvolgere anche il paesaggio e le realtà culturali delle Langhe. Proprio tra questi vigneti, a Monforte d'Alba, c'è una collina che custodisce un bosco e le rovine di un antico monastero documentato già nel 1014. È qui, sul Colle San Pietro, che sta nascendo la Fondazione Vezza, un nuovo progetto dedicato all'arte contemporanea che aprirà al pubblico nel settembre 2027. A idearlo sono Sandra e Charley Vezza, che hanno scelto di trasformare questo luogo in uno spazio dove le opere d'arte si scoprono camminando tra gli alberi, lungo sentieri immersi nella natura.

Un bosco tra i vigneti del Barolo

Alba sarà la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 Dalla prima Biennale delle Langhe alla nuova Fondazione Vezza
Alba sarà la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 Dalla prima Biennale delle Langhe alla nuova Fondazione Vezza
Alba sarà la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 Dalla prima Biennale delle Langhe alla nuova Fondazione Vezza
Alba sarà la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 Dalla prima Biennale delle Langhe alla nuova Fondazione Vezza

Il progetto, diretto da Flavio Del Monte, prenderà forma gradualmente, rispettando l'identità del paesaggio. Il bosco si trova in una zona circondata dai vigneti del Barolo, nel territorio riconosciuto dall'UNESCO come parte dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte. A differenza delle colline circostanti, modellate nei secoli dall'attività agricola, il Colle San Pietro ha conservato una vegetazione sviluppatasi secondo dinamiche naturali. Tra gli alberi si trovano anche i resti dell'antico Monastero di San Pietro. La Fondazione non sarà uno spazio espositivo tradizionale, ma un percorso all'aperto destinato a cambiare nel tempo. Ogni anno uno o più artisti italiani e internazionali saranno invitati a conoscere il luogo, studiarne la storia e la vegetazione e immaginare interventi pensati appositamente per questo contesto. Le opere entreranno progressivamente a far parte del paesaggio, dando vita nell'arco di circa dieci anni a un itinerario artistico tra bosco, sentieri e testimonianze storiche.

Le prime opere arriveranno nel 2027

Alba sarà la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 Dalla prima Biennale delle Langhe alla nuova Fondazione Vezza
Alba sarà la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 Dalla prima Biennale delle Langhe alla nuova Fondazione Vezza

Ad aprire il percorso saranno Kathleen Ryan, artista americana classe 1984, e Alessandro Pessoli, nato a Cervia nel 1963. Le loro opere saranno presentate nel settembre 2027, durante l'anno in cui Alba e il territorio delle Langhe saranno al centro di un programma dedicato all'arte contemporanea. La nuova Fondazione contribuirà ad arricchire questa stagione culturale con un progetto pensato per crescere anche negli anni successivi. In vista dell'apertura, il Colle San Pietro è stato oggetto di studi botanici, archeologici e architettonici per capire come rendere accessibile il bosco senza comprometterne le caratteristiche. Anche le rovine del monastero saranno interessate da un intervento di restauro e consolidamento affidato all'architetto Salvatore Simonetti e allo studio Simonetti Architettura, già impegnati nel recupero dei Castelli di Cannero sul Lago Maggiore.

La Fondazione Vezza nascerà quindi come un luogo da attraversare, più che da visitare seguendo un percorso prestabilito. Si potrà passeggiare tra gli alberi, fermarsi davanti a un'opera e tornare in un'altra stagione, quando il paesaggio sarà cambiato. Le prime opere saranno presentate nel 2027, ma il progetto continuerà a crescere negli anni successivi, aggiungendo nuovi interventi artistici a una collina che porta con sé oltre mille anni di storia.

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