
04 Novembre 2026
Chi sono i giovani artisti che stanno ridefinendo l’arte contemporanea italiana? Cinque artisti italiani emergenti che si stanno facendo notare anche fuori dall’Italia
Da poco si è conclusa Art Basel Paris, uno degli appuntamenti principali della settimana dell’arte parigina, che ogni anno riunisce gallerie da tutto il mondo e artisti già affermati o ancora emergenti. È anche uno dei momenti in cui si iniziano a delineare le tendenze e i nomi che potrebbero avere maggiore spazio nel mercato dell’arte nei mesi successivi. La settimana dopo, l’attenzione si è spostata a Torino per Artissima, altro appuntamento imprescindibile per l’arte contemporanea nostrana. A Parigi, tra le opere più quotate della fiera c’era un nudo del livornese Amedeo Modigliani, valutato oltre 100 milioni di euro. Ma oltre ai grandi nomi, sono stati diversi gli artisti italiani più giovani a trovare spazio nelle fiere e nelle gallerie internazionali, ed eccone alcuni.
Benni Bosetto
Nata a Merate nel 1987 e oggi attiva a Milano, Benni Bosetto è un’artista multimediale che attraverso disegno, scultura, installazione e performance esplora identità, desiderio, sessualità e vulnerabilità, in un immaginario dove esseri umani, organismi e specie animali finiscono per contaminarsi. Il corpo, più che un soggetto da rappresentare, diventa così uno spazio da attraversare e reinventare. Bosetto attinge indistintamente alla letteratura, al cinema, all’antropologia, alla cultura popolare, alla psicoanalisi e alla storia dell’arte, accumulando immagini, testi, ricordi e riferimenti fino a trasformarli in nuove narrazioni.
Anche gli spazi diventano parte di questo processo. Bosetto li trasforma in ambienti mutevoli e immersivi, più vicini a organismi viventi che a semplici scenografie. È una dimensione particolarmente evidente in Rebecca, la sua prima grande mostra istituzionale, realizzata nel 2026 negli spazi di Pirelli HangarBicocca. Ispirata all’omonimo romanzo del 1938 di Daphne du Maurier, la mostra trasformava lo Shed in una sorta di corpo domestico, un ambiente da abitare più che semplicemente da osservare. Bosetto continua a consolidare la propria presenza sulla scena internazionale dopo essere stata presentata ad Art Basel dalla galleria Emanuela Campoli.
Lorenza Longhi
Nata a Lecco nel 1991 e oggi attiva a Zurigo, Lorenza Longhi lavora tra pittura, scultura e installazione, partendo da oggetti e immagini familiari (come mobili, elementi pubblicitari, strategie di comunicazione) per indagare i meccanismi di consumo, produzione e potere che si nascondono dietro di essi. Attraverso tecniche artigianali e materiali non convenzionali, l’artista riproduce e ricompone questi elementi, trasformandoli in opere che oscillano tra design, cultura visiva e critica al sistema economico. Il suo lavoro procede per accumulo e appropriazione: riferimenti al lusso, alla cultura popolare, all’alta cultura e al kitsch vengono sovrapposti e manipolati fino a perdere, almeno in parte, la loro funzione originaria.
Questa ricerca è al centro della sua presentazione ad Art Basel Paris, dove la Galerie Oskar Weiss presenta due nuove pitture serigrafiche, un Grab Bag e un grande lavoro site-specific a pavimento. L’opera riprende un antico mosaico romano raffigurante i resti di un banchetto: Longhi sostituisce gli avanzi del pasto con gli scarti del proprio studio, trasformando i residui della produzione in una sorta di archeologia contemporanea. La sua prima mostra personale istituzionale italiana, Villa Delizia, è attualmente in corso al Centro Pecci di Prato fino a gennaio 2027.
RM Marco Pezzotta
Nato nel 2015 come progetto collaborativo sotto il nome Real Madrid, poi proseguito come RM, il progetto si è evoluto in una pratica individuale che oggi indaga le contraddizioni della società contemporanea, tra consumo, solitudine e decadenza. Rappresentato dalla galleria milanese Martina Simeti, Pezzotta è stato presentato all'ultima edizione di Paris Internationale.
Attraverso sculture, installazioni e opere tessili, RM Marco Pezzotta esplora la trasformazione delle identità e il rapporto tra corpo, linguaggio e malattia, spostando progressivamente la propria ricerca verso temi come il valore delle cose, le differenze di classe, il comfort e il decadimento. Il suo immaginario mescola oggetti quotidiani, riferimenti alla cultura popolare e immagini grottesche, alternando ironia e inquietudine. Dai Ravioli Walls, Tortilla Carpets alle opere realizzate con materiali come lana e cotone, Pezzotta rielabora elementi familiari attraverso tecniche e lavorazioni differenti, trasformandoli in qualcosa di ambiguo. Ciò che sembra ordinario diventa così uno strumento per interrogare i meccanismi attraverso cui attribuiamo valore agli oggetti e costruiamo la nostra identità.
Leonardo Devito
Leonardo Devito, artista fiorentino classe 1997 che vive e lavora a Torino, parte dall’immaginario del Rinascimento italiano per trasformarlo in una ricerca contemporanea. Formatosi tra Firenze, Vienna e Torino, Devito costruisce dipinti e altorilievi popolati da figure sospese tra mitologia, teatro e sogno. I suoi altorilievi sembrano dei piccoli teatri in miniatura: strutture tridimensionali e semi-chiuse che trasformano ogni opera in una scena da osservare dall’esterno. Come nei suoi dipinti, i personaggi sembrano colti in un momento di pausa: un gesto, uno sguardo, un sussurro. Sono figure che ricordano i protagonisti delle grandi mitologie, ma che hanno abbandonato l’eroismo per diventare sognatori in ambientazioni fiabesche.
Devito costruisce così immagini che sembrano appartenere contemporaneamente alla pittura, al teatro e al cinema. Presentato dalla galleria Ciaccia Levi all’ultima edizione di Paris Internationale e Artissima, il suo lavoro è attualmente visibile alla Fondazione ICA Milano, dove quattro opere sono esposte fino al 19 dicembre 2026.
Valentina Artone
Tra archeologia, letteratura antica e intelligenza artificiale, Valentina Artone costruisce un immaginario sospeso tra passato e futuro. Nata a Giulianova nel 1999, l’artista lavora principalmente con la pittura a olio su supporti non convenzionali, spesso oggetti e frammenti di legno recuperati. L’intelligenza artificiale entra nel suo processo come una sorta di macchina per generare immagini che sembrano provenire da un’archeologia mai realmente esistita: figure ibride, animali fantastici, frammenti anatomici vengono isolati e ricomposti come reliquie di una civiltà immaginaria. Le serie Sortilegi, iniziata nel 2023 e ispirata alle Metamorfosi di Apuleio, e Animali degli specchi, sviluppata a partire dalla zoologia fantastica di Jorge Luis Borges, nascono proprio da questo interesse per formule magiche e corpi in continua mutazione.
Artone parte da immagini, parole e riferimenti raccolti attraverso ricerche archeologiche e letterarie, per poi sottoporli a processi generativi capaci di produrre alterazioni e combinazioni imprevedibili. È proprio l’errore a interessarle, trasformando immagini familiari in qualcosa di straniante e a tratti grottesco. Presentata dalla galleria napoletana Acappella a Liste Art Fair Basel 2026, Artone propone così il suo universo di reliquie impossibili, dove pittura e oggetto, archeologia e tecnologia si incontrano per costruire una memoria che non è mai esistita.



