
15 Agosto 2026
Ma come è nato Ferragosto? Una festa per cui dobbiamo ringraziare gli antichi romani
Il Ferragosto, come il Capodanno, è la croce e la delizia degli italiani: una festa comandata per cui bisogna fare qualcosa e che, puntualmente, finisce per essere al di sotto delle aspettative. C'è chi decide di affrontare quest’obbligo estivo con una sonora sbronza, chi prova a salvarsi dalle pazze folle e dal traffico e chi fugge direttamente dal Paese. In un modo o nell’altro, ogni italiano sentirà in questi giorni il peso di qualcosa di inevitabile. Il Ferragosto è infatti uno dei cardini simbolici dell’anno: segna, forse in modo un po’ fatalistico, il momento in cui l’estate inizia a declinare verso settembre, raggiunge il suo punto massimo di bollore e poi comincia lentamente a raffreddarsi. E non è un caso che gli italiani lo vivano con tanta intensità, perché questa ricorrenza, nelle forme in cui la conosciamo oggi, esiste praticamente solo nel nostro Paese. Ma perché?
Le Feriæ nei primi anni dell’Impero Romano
@gucci.spice Ferragosto: part ancient Rome, part Catholic tradition, part national excuse to vanish to the beach. I’ll be participating from afar this year… but next August 15, you’ll find me in Sicily #ferragosto #eurosummer #lifeinitaly #italy #greenscreen original sound - Kiki in Sicily
Ferragosto affonda le sue radici nell'antica Roma, precisamente nel 18 a.C., quando l'imperatore Augusto istituì le Feriæ Augusti, le "vacanze di Augusto". Le Feriæ cadevano nel mese di agosto perché il 1° agosto Ottaviano Augusto aveva conquistato Alessandria d’Egitto, una data che divenne poi festiva. Pochi giorni dopo, tra il 13 e il 16 agosto, l’imperatore celebrò un triplice trionfo militare per le vittorie in Dalmazia, nella battaglia di Azio e per la presa di Alessandria. Fu anche grazie a queste vittorie che il mese venne dedicato ad Augusto: prima, infatti, agosto si chiamava Sextilis.
Lo stesso mese comprendeva già numerose feste agricole dedicate alla fine del raccolto, come i Nemoralia in onore della dea Diana, i Vinalia Rustica e i Consualia, dedicati al dio Conso, protettore dei raccolti. È anche per questo che il termine originario è feriæ, al plurale: la festa di Augusto cadeva il primo agosto, ma finiva per inaugurare tutte le celebrazioni successive, trasformando l'intero periodo in un tempo di vacanza. Il nome stesso della festa deriva proprio da questa espressione latina: "Ferragosto" non è altro che la contrazione linguistica di Feriæ Augusti.
Durante le Feriæ Augusti si organizzavano feste, gare e corse di cavalli e asini in tutto l'Impero. Alcune tradizioni italiane ancora oggi molto sentite, come il Palio dell’Assunta di Siena, che si corre il 16 agosto, derivano proprio da queste celebrazioni. Era inoltre consuetudine che i lavoratori agricoli si recassero a porgere gli auguri ai propri padroni, ricevendo in cambio una mancia: un'usanza che, nel corso dei secoli, si è trasformata nella tradizionale buonuscita estiva.
Dalle feriæ all’Assunzione di Maria
Con la diffusione del Cristianesimo, la Chiesa cattolica decise di sovrapporre alle celebrazioni pagane una ricorrenza religiosa, seguendo una pratica comune a molte feste del calendario liturgico. Nel VII secolo, papa Sergio I fissò al 15 agosto la festa dell'Assunzione di Maria, che celebra la credenza secondo cui la Vergine Maria fu assunta in cielo, anima e corpo, al termine della sua vita terrena. Il dogma sarebbe stato proclamato ufficialmente soltanto nel 1950 da papa Pio XII, ma la ricorrenza liturgica era ormai consolidata da secoli.
Questa sovrapposizione tra festa pagana e festa cristiana è un fenomeno tipico della storia religiosa europea. Basti pensare al Natale, collocato in prossimità del solstizio d'inverno e delle celebrazioni del Sol Invictus. Nel caso del Ferragosto, il 15 agosto finì progressivamente per assorbire l'intero periodo delle celebrazioni romane, concentrandolo in un'unica giornata. Nonostante questo cambiamento, Ferragosto rimase per secoli una festa insieme religiosa, popolare e rurale.
Si continuava a celebrare l'Assunzione di Maria, ma l'aspetto religioso non si separò mai completamente dall'antica idea delle feriæ, come invece è accaduto per ricorrenze quali Natale, Pasqua o Ognissanti. Processioni, giochi, corse, gare, rappresentazioni sacre e feste popolari finirono così per identificare sempre di più questo periodo dell'anno. Con il tempo, le diverse tradizioni locali si differenziarono, mantenendo però il 15 agosto come punto di riferimento comune.
Come sono cambiati i festeggiamenti di Ferragosto nel XX secolo
Il vero aggiornamento moderno del Ferragosto arrivò durante il Ventennio fascista, quando il regime cercò di fare proprie molte delle tradizioni del calendario italiano integrandole nelle proprie politiche culturali. Il fascismo era profondamente radicato nel mondo del lavoro attraverso un vastissimo sistema di associazioni dedicate anche al tempo libero, tutte riunite sotto l'Opera Nazionale Dopolavoro.
Fondata nel 1925, l'Opera Nazionale Dopolavoro divenne una vera istituzione del regime, organizzando su scala nazionale gran parte delle attività ricreative dei lavoratori italiani. Oltre agli obiettivi culturali e pedagogici, tra cui quello di contrastare l'analfabetismo e l'isolamento delle aree rurali, il suo impatto più duraturo fu probabilmente quello di contribuire alla nascita di una rete di turismo popolare su scala nazionale.
Fu proprio in questo contesto che nacquero i celebri treni popolari di Ferragosto, istituiti tra il 13 e il 15 agosto per offrire biglietti ferroviari a prezzi ridotti e permettere anche alle famiglie meno abbienti di raggiungere il mare, la montagna o altre città italiane. Un'iniziativa certamente propagandistica, ma destinata ad avere un enorme impatto sociale: contribuì infatti a trasformare il Ferragosto da festa religiosa e contadina in una vera occasione di villeggiatura, gettando le basi della moderna fuga estiva.
Cosa si fa a Ferragosto nel 2026?
Italian culture is partire per
— italianculturis (@italianculturis) July 27, 2026
una gita fuori porta a Ferragosto
e finire bloccati in tangenziale con
la macchina carica di cibo per un reggimento.
Dopo la caduta del fascismo, la cultura italiana conservò molti dei meccanismi sociali sviluppati durante il Ventennio. Superati gli anni più duri del dopoguerra, arrivò il boom economico. Quelli che durante il regime erano tre giorni concessi ai lavoratori e alle loro famiglie diventarono il simbolo di una nuova Italia, più prospera, motorizzata e desiderosa di partire. Il Ferragosto, insieme alla villeggiatura, alle colonie estive e alle località balneari, divenne anche un immaginario cinematografico. Con Domenica d'agosto del 1950 nacque infatti il filone delle cosiddette commedie balneari.
Le città si svuotano, le famiglie si riversano verso il mare, la montagna o i laghi e il 15 agosto diventa il culmine della pausa estiva collettiva. Da quel momento in poi è quasi possibile raccontare l'evoluzione del Ferragosto italiano attraverso il cinema: da Il sorpasso a I nuovi mostri, passando per In nome del popolo italiano, fino ad arrivare al leggendario Sapore di mare del 1983, che rilanciò definitivamente il genere e aprì la strada a film come Abbronzatissimi e Ferie d'agosto.
Curiosamente, il cambiamento culturale nelle abitudini di vacanza degli italiani arrivò con Che ne sarà di noi del 2004, in cui tre diciottenni scelgono di partire per la Grecia. Il film segnava una rottura con la tradizione delle vacanze esclusivamente in Italia che, in qualche modo, si trascinava fin dai tempi del fascismo. Oggi, a oltre vent'anni di distanza, il Ferragosto è soprattutto una data simbolica, il cui rito più riconoscibile resta il falò in spiaggia. Anche se, forse, ciò che lo rende davvero italiano sono tutte le lamentele che inevitabilmente si porta dietro.









