5 destinazioni last minute per scappare da Milano Per quando l’estate in città vi sta facendo impazzire

5 destinazioni last minute per scappare da Milano Per quando l’estate in città vi sta facendo impazzire

Milano d'estate è un'esperienza mistica: l'asfalto che restituisce il calore accumulato come un dispetto personale, i Navigli che profumano di spritz e disinfettante, il tram che sembra una sauna su rotaie e quel silenzio surreale dei quartieri semi-deserti, interrotto solo dal ronzio disperato dei condizionatori. Chi è rimasto in città ad agosto lo sa: si passa dal bar sotto casa (chiuso per ferie) al supermercato sotto casa (chiuso per ferie) fino a scoprire che anche l'edicola ha ferie. Eppure c'è del bello in tutto questo. Milano deserta ha un fascino post-apocalittico niente male, se solo non facesse così caldo da sciogliere le suole delle scarpe sul marciapiede. 

Ma ammettiamolo: anche il milanese più stoico, quello che giura di amare "la città vuota", a un certo punto crolla e cerca disperatamente un pretesto per allontanarsi, anche solo per un pomeriggio. Ed è qui che entra in gioco l'arte nobile della fuga last minute: bastano un tank di benzina, un paio d'ore e la voglia di vedere qualcosa di diverso dal semaforo di corso Buenos Aires per ritrovare il sorriso. 

Ecco cinque mete a portata di mano, perfette per chi ha deciso all'ultimo che oggi la città può aspettare.

Villa Arconati, Castellazzo (Milano)

@lorenzobises

Villa Arconati

Bizet: Carmen: Overture (Prelude) - Orchestre de la Suisse Romande & Thomas Schippers

Chiamarla "villa" è quasi un eufemismo: siamo di fronte a quella che tutti, guide turistiche comprese, non si stancano di soprannominare la piccola Versailles di Milano. Villa Arconati, nota anche come Castellazzo, è una delle ville storiche del Parco delle Groane, situata a Bollate, ed è stata dichiarata monumento nazionale, con un'estensione di 10.000 metri quadrati, suddivisa in 70 ambienti. La leggenda locale vuole che le finestre siano esattamente 365, una per ogni giorno dell'anno, ma quello che conta davvero è il giardino: dodici ettari di parco all'italiana e alla francese, tra i pochissimi esempi ancora conservati in Lombardia, con sette teatri, quaranta statue classiche e fontane, giochi d'acqua completamente restaurati e persino un labirinto. 

All'interno, gli affreschi a tema mitologico dei fratelli Galliari, scenografi della Scala, lasciano a bocca aperta chiunque alzi lo sguardo. E se pensate che la parte "delizie" sia solo un modo di dire, sappiate che nel parco vive Argo, un pavone piuttosto pasticcione che si aggira tra le statue come se il posto fosse suo (in un certo senso, lo è). C'è anche un bar, un ristorante self-service e un bookshop, quindi anche chi non è un grande appassionato di barocchetto lombardo può comunque godersi una giornata all'ombra, tra un gelato e una foto ricordo davanti alle fontane.

Abbazia di Mirasole, Opera (Milano)

Se Villa Arconati è tutta sfarzo e specchi, l'Abbazia di Mirasole è il suo opposto perfetto: pietra, silenzio e un senso di pace che sa di secoli passati a coltivare campi e lavorare la lana. Sorta tra il XII e il XIII secolo per iniziativa degli Umiliati, comunità di laici riconosciuta come ordine nel 1201 da papa Innocenzo III, l'abbazia nacque come una cascina fortificata dedita alle attività produttive, organizzata attorno a un chiostro che ancora oggi fa da perno alle sue strutture, in gran parte trecentesche. Passeggiando tra le mura si trovano ancora le stalle, le antiche abitazioni dei contadini e gli spazi un tempo dedicati alla lavorazione della lana, mentre nella chiesa di Santa Maria Assunta sopravvivono affreschi absidali del Quattrocento e una cappella cinquecentesca. 

Nel 1797 Napoleone Bonaparte cedette l'abbazia all'Ospedale Maggiore di Milano come ricompensa per le cure prestate ai suoi soldati, e da allora il complesso appartiene tuttora a quell'istituzione. Oggi Mirasole è un luogo aperto a tutti, con una piccola bottega solidale e un punto di ristoro dove concedersi un aperitivo a base di formaggi monastici prima di rimettersi in macchina verso la città. Perfetta per chi cerca una fuga contemplativa, senza troppa folla e con il giusto tasso di atmosfera medievale.

Villa Litta, Lainate (Milano)

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Qui la parola d'ordine è stupore, e non in senso figurato: Villa Litta a Lainate nasconde uno dei ninfei più incredibili d'Italia, pensato apposta per sorprendere gli ospiti con scherzi d'acqua degni di un parco divertimenti rinascimentale. Il complesso architettonico del Ninfeo, costruito tra il 1585 e il 1589 su progetto di Martino Bassi, ospitava un tempo le collezioni d'arte di casa Borromeo Visconti Litta: dipinti, fossili, minerali, monete, reliquie sacre, automi e reperti archeologici, distribuiti in una successione di stanze simmetriche. Le sale interne sono decorate con mosaici di ciottoli bianchi e neri, un'unicità nel suo genere, e nascondono automi ancora funzionanti, come una gallina meccanica che depone un uovo tra cascate d'acqua in miniatura. 

Il momento più teatrale arriva nelle grotte, dove basta calpestare il celebre «scalino di Stendhal», così chiamato perché citato dallo scrittore francese dopo un soggiorno alla villa, per far scattare un improvviso zampillo d'acqua tra le statue di fauni e naiadi. Poco distante, la fontana Galatea, quasi interamente in marmo di Carrara, chiude in bellezza il percorso. Le visite guidate, spesso condotte da appassionati volontari che azionano i giochi d'acqua a sorpresa, trasformano la gita in una piccola caccia al tesoro per adulti e bambini.

Oasi LIPU di Cesano Maderno (Monza)

Per chi dell'estate milanese non sopporta più nemmeno l'idea di un altro cortile in cemento, l'Oasi LIPU di Cesano Maderno è la cura perfetta: cento ettari di bosco, brughiera e zone umide a un passo dalla città, dove il rumore più forte è quello di un airone che si alza in volo. Nata nel 1997 da una vecchia cava d'argilla recuperata grazie all'iniziativa congiunta di comune, LIPU e Parco delle Groane, l'oasi ospita numerose specie di uccelli migratori come il gruccione e l'airone bianco maggiore, oltre a germani, martin pescatori, folaghe e persino quattro specie di rapaci notturni: barbagianni, allocco, gufo comune e civetta. 

Circa quattro chilometri di sentieri, tra querceti, betulleti e cespugli di biancospino, permettono di attraversare anche il celebre Bosco degli Gnomi, popolato secondo la leggenda locale dallo gnomo Spino, simbolo dell'oasi. Lungo il percorso non mancano capanni di osservazione per il birdwatching, un giardino delle farfalle e un centro visite in legno a impatto zero, ideale punto di partenza per chi vuole informazioni sui sentieri prima di avventurarsi tra boschi e canneti. Una meta perfetta per famiglie con bambini, appassionati di natura o semplicemente per chi ha bisogno di un pomeriggio senza clacson.

Trezzo sull'Adda (Milano)

Chiudiamo con una meta che offre due gite in una: storia medievale e panorami sul fiume, il tutto condito da un pizzico di leggenda macabra che non guasta mai. Il Castello di Trezzo sull'Adda sorge su un promontorio protetto su due lati dal fiume Adda, con una torre quadrata alta 42 metri sul terzo lato, e fu costruito a difesa di un guado in posizione strategica probabilmente già in epoca longobarda o carolingia. Fu proprio in questo castello che morì Bernabò Visconti, imprigionato e ucciso per mano del nipote Gian Galeazzo Visconti, in una delle vicende più torbide della storia milanese. 

Oggi dei fasti originali resta soprattutto la torre, che si può salire per godersi una vista che spazia dalla Pianura Padana alle Prealpi Orobiche, oltre a un pozzo quattrocentesco e ai suggestivi sotterranei. Ai piedi del castello si trova poi la Centrale idroelettrica Taccani, un gioiello di archeologia industriale in stile liberty, mentre lungo il fiume corre una pista ciclabile che segue il corso dell'Adda tra sponde alte e boscose, ideale per chi vuole allungare la gita con una pedalata. Per i più curiosi, anche Leonardo da Vinci passò da queste parti: alcuni suoi disegni del castello sono conservati ancora oggi nel Codice Windsor.

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