
30 Settembre 2026
Il caldo di quest'estate è stato è un grosso problema per l'agricoltura Le conseguenze delle ondate di calore tra giugno e agosto si iniziano a vedere nei supermercati
Negli ultimi decenni, il riscaldamento globale ha reso le ondate di calore più frequenti e intense, soprattutto a causa dell’aumento delle concentrazioni di gas serra prodotto dalle attività umane. Questa tendenza è destinata a protrarsi a lungo, per via dell’inerzia del sistema climatico, facendo diventare progressivamente più comuni condizioni di caldo estremo che un tempo erano considerate del tutto eccezionali. I modelli climatici indicano infatti una probabilità crescente di ondate di calore ricorrenti e periodi di siccità durante la stagione estiva.
Le ondate di calore in estate non sono un fenomeno nuovo – dipendono dalla configurazione delle aree di alta e bassa pressione che interessano l’Europa. Quel che sta cambiando è però la loro intensità e frequenza: in estate nel continente ha sempre fatto caldo, ma non così caldo come tra giugno e agosto di quest'anno. Gli effetti di tale aumento delle temperature, aggravati dalla conseguente siccità, si stanno ora facendo sentire anche e soprattutto sull’agricoltura, con ricadute dirette sui consumatori della grande distribuzione e non solo.
Capire la maggiore difficoltà di certe colture per via del caldo
@radioglox «Non è più una domanda se il vino cambierà, è già cambiato. E sta cambiando il modo in cui tutte le realtà, anche le più piccole, affrontano questi cambiamenti ». L’estate 2026, più calda di sempre secondo i dati, ha avuto un impatto diretto anche sulla produzione vitivinicola. Si è parlato di ‘vendemmia climatica’, una nuova strategia produttiva per far fronte alle alte temperature e fenomeni estremi. In poche parole, nuove tecniche alla luce del cambiamento climatico. Quali sono le soluzioni per continuare a produrre vino? In molti stanno anticipando la vendemmia, anche di mesi. Altri praticano la vendemmia notturna o il raffreddamento immediato dell’uva. @Ilaria è andata a Montefalco, in Umbria, patria del vino e del Sagrantino per capire come le aziende stanno adeguando la produzione di vino. Il nostro viaggio è solo cominciato! Ogni realtà sta reagendo a proprio modo: nel prossimo contenuto capiremo il punto di vista dei piccoli produttori! #vino #vendemmia #clima #cambiamento #radioglox audio originale - Radio Glox
Il caldo estremo e la siccità di quest'estate hanno messo sotto pressione la produzione di patate, per esempio, soprattutto in Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi. Il raccolto del 2026 dovrebbe essere quindi sensibilmente inferiore alla media, con una riduzione stimata intorno al 25% – un calo, questo, che potrebbe riflettersi anche sui prezzi. Ma il problema non riguarda soltanto la quantità di patate: la scarsità d’acqua e le temperature elevate incidono poi sulla loro dimensione – un aspetto particolarmente rilevante per i grossisti e gli operatori del settore, che acquistano e distribuiscono l'alimento secondo specifici requisiti di grandezza.
Anche la viticoltura ha risentito delle temperature elevate. Dalla prima metà di giugno, le ondate di calore hanno accelerato la maturazione dell'uva, spingendo molti produttori ad anticipare la vendemmia per evitare che i grappoli raggiungessero livelli di maturazione eccessivi. Con l’aumento delle temperature legato al riscaldamento globale, condizioni simili potrebbero diventare sempre più frequenti, con conseguenze concreto sul vino prodotto.
La siccità e le temperature elevate possono influenzare diversi parametri che determinano le caratteristiche essenziali del vino. Il primo è il grado alcolico, che tende ad aumentare con una maturazione più rapida delle uve – in un momento in cui il mercato sembra orientarsi sempre di più verso vini freschi e leggeri. Il caldo e la siccità possono inoltre alterare l’acidità e la concentrazione di tannini, cioè i composti che tra le altre cose contribuiscono a dare struttura al vino. Questa tendenza, poi, è aggravata dal fatto che numerose etichette di vino devono rispettare rigidi requisiti stabiliti dai disciplinari di produzione, vale a dire i regolamenti che definiscono le caratteristiche e le modalità con cui deve essere prodotto un certo vino affinché possa utilizzare quella specifica denominazione.
Come sta cambiando l'agricoltura a causa del caldo
L’incremento delle temperature e la progressiva riduzione delle precipitazioni stanno cambiando in modo strutturale anche le condizioni in cui vengono coltivate molte verdure – e le ripercussioni di questo fenomeno iniziano a essere sempre più evidenti per i consumatori: una minore disponibilità di alcuni prodotti si riflette infatti sugli scaffali dei supermercati e, di conseguenza, sui prezzi – che spesso aumentano.
Per esempio, nelle ultime settimane è diventato più difficile trovare alcune varietà di insalata e di pomodori, al punto che catene come Coop ed Esselunga hanno segnalato ai propri clienti possibili problemi di approvvigionamento. Il caldo prolungato ha infatti alterato i normali cicli di coltivazione di questi ortaggi, riducendo le rese sia nei campi sia nelle serre e, in alcuni casi, danneggiando direttamente le colture: il risultato è una maggiore variabilità dei raccolti e una minore garanzia di disponibilità dei prodotti.




