La crisi abitativa sta arrivando anche in montagna? Soprattutto nelle località turistiche, dove l'alta domanda di seconde case sta cambiando il settore immobiliare

La crisi abitativa sta arrivando anche in montagna? Soprattutto nelle località turistiche, dove l'alta domanda di seconde case sta cambiando il settore immobiliare

Negli ultimi dodici mesi, la domanda immobiliare è aumentata in diversi comuni montani particolarmente noti e frequentati. La maggiore pressione sul mercato ha ridotto la disponibilità di abitazioni, contribuendo a una conseguente crescita dei prezzi delle case. Chi cerca una casa in montagna, inoltre, sembra orientarsi verso soluzioni che privilegiano borghi, abitazioni tradizionali o costruzioni in pietra, rispetto ai più comuni appartamenti – dinamica che rende ancor più competitivo il mercato.

Per queste ragioni, la crescita dei prezzi delle abitazioni in montagna di recente ha interessato anche le località meno note e, in genere, storicamente più accessibili dal punto di vista economico; ma a registrare gli aumenti più significativi sono soprattutto le destinazioni fruibili durante tutto l’anno, sia in estate che in inverno, e quelle facilmente raggiungibili dai principali centri urbani.

Quanto può costare una casa nelle località turistiche di montagna

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Il fenomeno è confermato anche dai dati elaborati per Il Sole 24 Ore da Immobiliare.it Insights, la società di analisi di Immobiliare.it specializzata nel monitoraggio del mercato delle abitazioni in Italia. L'analisi misura come è cambiata, rispetto a un anno fa, la domanda di abitazioni nelle principali località di montagna. Tra queste, Madonna di Campiglio, in Trentino, è uno degli esempi più significativi: in un anno le richieste di acquisto sono aumentate di quasi 70 punti percentuali.

Nella località, tra le più ambite e costose delle Alpi, il prezzo medio ha raggiunto i 10mila euro al metro quadrato, con un incremento del 10 per cento rispetto allo scorso anno. Sono valori, questi, paragonabili a quelli delle capitali europee più care, come Parigi, Londra o Stoccolma; in Italia, invece, prezzi così elevati si trovano solo nelle zone più esclusive di Roma e Milano, come Brera o il Quadrilatero della moda, e in poche altre destinazioni del turismo di lusso – tra cui Cortina d'Ampezzo, Portofino, Capri e Forte dei Marmi.

Come mai la montagna viene riscoperta

Le sempre più frequenti ondate di calore in estate hanno contribuito a rendere la montagna più attrattiva non solo come destinazione turistica, ma anche come luogo in cui investire in ambito immobiliare – acquistando una seconda casa. In questi contesti, le abitazioni in genere vengono utilizzate sia come case-vacanze durante i mesi estivi, da dare all'occorrenza in affitto, sia come soggiorni nel resto dell’anno – grazie alla maggiore diffusione del lavoro da remoto.

A farci caso, la montagna sta entrando sempre più nelle abitudini degli italiani nella scelte delle vacanze estive: negli ultimi anni anche chi tradizionalmente trascorreva le vacanze al mare ha iniziato a scegliere le località d’alta quota per evitare il caldo estremo e cercare temperature più miti. Il risultato è una pressione crescente sulle destinazioni più note, con fenomeni di sovraffollamento particolarmente evidenti nelle Dolomiti. Una dinamica che fino a pochi anni fa sembrava riguardare quasi esclusivamente le città d’arte e le località balneari, ma che oggi coinvolge anche diverse località montane – con ricadute dirette, almeno nelle mete più richieste, sulla domanda e sui prezzi del mercato immobiliare.

Resta il fatto che il mercato immobiliare montano presenta dinamiche molto diverse da una località all’altra. Se alcune destinazioni stanno registrando un'elevata domanda di abitazioni, molte altre continuano a fare i conti con il progressivo spopolamento: in numerosi casi, infatti, le località di montagna hanno perso parte della loro attrattiva, anche a causa del riscaldamento globale, che sta rendendo sempre più difficile praticare sport invernali a quote più basse; in sostanza, le località che garantiscono ancora condizioni favorevoli sia in inverno che in estate sono relativamente poche e, proprio per questo, tendono a essere più richieste e costose.