L'UE agisce finalmente contro l'overtourism Il piano di Jørgensen per fermare la corsa degli affitti brevi nelle città più care

L'UE agisce finalmente contro l'overtourism Il piano di Jørgensen per fermare la corsa degli affitti brevi nelle città più care

Mercoledì 9 settembre la Commissione europea presenterà una bozza di regolamento che consegnerebbe a governi, regioni e comuni uno strumento oramai indispensabile: la possibilità di limitare, o addirittura vietare del tutto, le locazioni turistiche nelle zone in cui il valore immobiliare è cresciuto a dismisura rispetto ai redditi di chi ci vive. Nelle stesse aree le amministrazioni potrebbero intervenire anche sugli acquisti, impedendo di comprare un immobile a chi non intende utilizzarlo come abitazione principale o senza affidarlo ad un inquilino stabile.

Le aree in "Sofferenza abitativa"

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Il provvedimento è il cuore del piano europeo sulla casa firmato da Dan Jørgensen, commissario danese responsabile delle politiche abitative, e nasce da una forbice ormai considerata intollerabile dalla Commissione stessa: nel decennio 2015-2025 il valore delle abitazioni nell’Unione è salito del 64,9%, gli affitti del 21,8%. Nel frattempo però le buste paga non hanno subìto rialzi altrettanto rilevanti. 

Per rientrare nelle aree denominate in “sofferenza abitativa” la Commissione ha previsto criteri stringenti e precisi. Il primo riguarda il rapporto tra redditi e prezzi: acquistare una casa deve costare in media otto volte il reddito annuo medio di chi vive nell’area. In secondo luogo la distanza tra costo degli immobili e capacità di acquisto dei residenti deve essersi ampliata nei dieci anni precedenti e non destinata a ridursi nei tre successivi.

L’obiettivo non è dunque quello di intervenire dove il mercato ha avuto qualche anno particolarmente oneroso, ma dove trovare casa è diventato strutturalmente difficile. Nel 2024 quasi il 10% degli abitanti delle città europee spendeva per la casa più del 40% del proprio reddito disponibile. Per quasi una persona su dieci una parte enorme dello stipendio se ne va dunque prima ancora di iniziare il mese.

La lotta all'overtourism

Per anni la lotta all’overtourism è rimasta soprattutto nelle mani delle singole città. In Italia ogni tentativo delle grandi città di stringere sulle locazioni turistiche ha dovuto fare i conti con ricorsi e battaglie amministrative: Firenze, ad esempio, ha dovuto aspettare che il TAR respingesse i ricorsi contro il suo regolamento e che il Consiglio di Stato confermasse il divieto di key box e self check-in. 

Il piano di Jørgensen prova a ricomporre un mosaico di provvedimenti in un’unica strategia continentale. Un regolamento che in quanto tale è immediatamente operativo per tutti gli stati membri, senza che adottino una legge nazionale specifica. Il freno agli acquisti è la parte più sorprendente, perché segna la prima volta in cui l’Unione Europea avanza così a fondo nel mercato immobiliare, terreno che le capitali nazionali hanno sempre trattato come riserva esclusiva. È importante sottolineare che il testo è per ora ancora una bozza e perciò ancora in fase di definizione.  

La direzione scelta dall’UE è però già significativa. Il turismo non viene vietato, ma si tenta di impedirgli di sottrarre progressivamente spazio a chi vive quotidianamente nelle città. Per la prima volta Bruxelles sembra disposta a mettere il diritto ad abitare davanti alla possibilità di trasformare ogni appartamento disponibile in un investimento.

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