
07 Settembre 2026
L'UE agisce finalmente contro l'overtourism Il piano di Jørgensen per fermare la corsa degli affitti brevi nelle città più care
Mercoledì 9 settembre la Commissione europea presenterà una bozza di regolamento che consegnerebbe a governi, regioni e comuni uno strumento oramai indispensabile: la possibilità di limitare, o addirittura vietare del tutto, le locazioni turistiche nelle zone in cui il valore immobiliare è cresciuto a dismisura rispetto ai redditi di chi ci vive. Nelle stesse aree le amministrazioni potrebbero intervenire anche sugli acquisti, impedendo di comprare un immobile a chi non intende utilizzarlo come abitazione principale o senza affidarlo ad un inquilino stabile.
Le aree in "Sofferenza abitativa"
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Il provvedimento è il cuore del piano europeo sulla casa firmato da Dan Jørgensen, commissario danese responsabile delle politiche abitative, e nasce da una forbice ormai considerata intollerabile dalla Commissione stessa: nel decennio 2015-2025 il valore delle abitazioni nell’Unione è salito del 64,9%, gli affitti del 21,8%. Nel frattempo però le buste paga non hanno subìto rialzi altrettanto rilevanti.
Per rientrare nelle aree denominate in “sofferenza abitativa” la Commissione ha previsto criteri stringenti e precisi. Il primo riguarda il rapporto tra redditi e prezzi: acquistare una casa deve costare in media otto volte il reddito annuo medio di chi vive nell’area. In secondo luogo la distanza tra costo degli immobili e capacità di acquisto dei residenti deve essersi ampliata nei dieci anni precedenti e non destinata a ridursi nei tre successivi.
L’obiettivo non è dunque quello di intervenire dove il mercato ha avuto qualche anno particolarmente oneroso, ma dove trovare casa è diventato strutturalmente difficile. Nel 2024 quasi il 10% degli abitanti delle città europee spendeva per la casa più del 40% del proprio reddito disponibile. Per quasi una persona su dieci una parte enorme dello stipendio se ne va dunque prima ancora di iniziare il mese.
La lotta all'overtourism
well anyway
— ¾ di Emma ceo of creloise (@Haemmah) September 6, 2026
fuck overtourism
listen to italians
research our actual lifestyle
eat the rich possibly al dente
Per anni la lotta all’overtourism è rimasta soprattutto nelle mani delle singole città. In Italia ogni tentativo delle grandi città di stringere sulle locazioni turistiche ha dovuto fare i conti con ricorsi e battaglie amministrative: Firenze, ad esempio, ha dovuto aspettare che il TAR respingesse i ricorsi contro il suo regolamento e che il Consiglio di Stato confermasse il divieto di key box e self check-in.
Il piano di Jørgensen prova a ricomporre un mosaico di provvedimenti in un’unica strategia continentale. Un regolamento che in quanto tale è immediatamente operativo per tutti gli stati membri, senza che adottino una legge nazionale specifica. Il freno agli acquisti è la parte più sorprendente, perché segna la prima volta in cui l’Unione Europea avanza così a fondo nel mercato immobiliare, terreno che le capitali nazionali hanno sempre trattato come riserva esclusiva. È importante sottolineare che il testo è per ora ancora una bozza e perciò ancora in fase di definizione.
La direzione scelta dall’UE è però già significativa. Il turismo non viene vietato, ma si tenta di impedirgli di sottrarre progressivamente spazio a chi vive quotidianamente nelle città. Per la prima volta Bruxelles sembra disposta a mettere il diritto ad abitare davanti alla possibilità di trasformare ogni appartamento disponibile in un investimento.









