
30 Giugno 2026
Come se la passano le piscine di Milano? Un aggiornamento sulle destinazioni più discusse della città
A Milano, i luoghi più vicini dove fare il bagno e rinfrescarsi senza spingersi fino ai laghi o al mare sono l’Idroscalo e le piscine cittadine. Tuttavia, come segnala anche La Stampa, «le piscine comunali all'aperto a disposizione dei cittadini sono soltanto tre: Romano (zona Città Studi), Cardellino (Baggio)e Sant'Abbondio (Milano Sud). Una situazione che pesa molto in una metropoli da oltre 1,3 milioni di abitanti, dove molte strutture storiche restano chiuse per lavori o in attesa di riqualificazione».
Negli ultimi giorni, una notizia ha risollevato un po' l'umore dei milanesi colpiti dall'afa: il centro balneare Argelati, costruito nel 1915 e chiuso nel 2022, riaprirà grazie a un investimento pubblico di 28 milioni di euro. Cittadini, enti e associazioni locali contribuiranno così alla progettazione dei nuovi spazi del centro, che secondo quanto rivelato dal report di questo giugno includerà una copertura per renderlo agibile tutto l'anno. I collaboratori hanno anche espresso la volontà di rendere la piscina un terzo luogo in cui poter accogliere eventi, aperture serali e attività educative. Adesso il progetto verrà consegnato a uno studio di architettura, scelto in base a un concorso internazionale.
Ma le piscine di Argelati non sono l'unico impianto balneare di Milano dalla storia complicata.
I Bagni Misteriosi
Tra gli impianti privati, il più noto e frequentato a Milano è quello dei Bagni Misteriosi, riaperto negli ultimi anni dopo un lungo periodo di abbandono e oggi tornato a essere uno degli spazi estivi più apprezzati della città. Nei primi venticinque giorni di apertura della stagione l'impianto ha registrato 26mila ingressi, circa il 13% in più rispetto all'anno scorso.
Molte delle piscine milanesi furono costruite tra gli anni Venti e Trenta del Novecento e diversi di questi impianti sono ancora in funzione, spesso con usi diversi. Gli stessi Bagni Misteriosi, realizzati nel 1929 e noti inizialmente con il nome di piscina Caimi, ospitano concerti e proiezioni, tra le altre cose, mentre durante l’inverno diventano una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Anche la piscina Cozzi, non lontana da Porta Venezia, oltre a essere sede della Federazione Italiana Nuoto è spesso scelta come location per eventi – nel 2019, per esempio, fu una delle location della Milano Fashion Week.
Le piscine milanesi più importanti
Molte delle piscine storiche milanesi presentano caratteristiche architettoniche simili perché furono progettate dallo stesso architetto, il toscano Luigi Lorenzo Secchi. Tra le sue opere più note ci sono la piscina Romano, inaugurata nel 1929 nel quartiere di Città Studi e intitolata al ginnasta Guido Romano e al tempo la vasca all'aperto più grande d'Europa, piscina Caimi (Bagni Misteriosi), e la piscina Cozzi.
Nel secondo dopoguerra, insieme alla ricostruzione di Milano (Secchi si occupò anche del restauro del Teatro alla Scala), vennero realizzate molte nuove piscine: fu in quel periodo che tali impianti smisero di essere un luogo frequentato dall'élite e diventarono luoghi accessibili a una parte sempre più ampia della popolazione.
E l'Idroscalo?
Oggi l’Idroscalo rappresenta uno dei principali impianti sportivi e ricreativi di Milano. Situato nella periferia est della città, occupa un’area complessiva di 1,6 chilometri quadrati e al centro ospita un lago artificiale di circa 800mila metri quadrati circondato da un parco. Qui si praticano una ventina di discipline sportive, dal canottaggio allo sci nautico, ci sono centri estivi per bambini e ragazzi, aree dedicate ai cani e una spiaggia che si estende lungo tutta la sponda orientale. Non a caso, è conosciuto anche come il «mare di Milano».
La sua origine, però, è molto diversa dall'uso che se ne fa oggi. I lavori di costruzione iniziarono nel 1928 e durante gli scavi furono trovati numerosi reperti archeologici. L'Idroscalo fu inaugurato nell'ottobre del 1930 come scalo – per l'appunto – per gli idrovolanti, perché nella seconda metà degli anni Venti si riteneva che questo tipo di velivolo avrebbe rappresentato il futuro dell'aviazione. Per questo motivo, si decise di dotare Milano di un bacino appositamente progettato per gli idrovolanti.
Le cose, però, andarono diversamente: con il rapido sviluppo degli aeroporti tradizionali, gli idrovolanti persero presto importanza. L'Idroscalo venne così riconvertito come bacino per gli sport acquatici e, a partire dagli anni Novanta, divenne uno dei principali luoghi di svago dei milanesi durante l'estate.









