
23 Luglio 2026
Dove mangiare in Valle d'Itria in occasione del Polifonic Tra masserie, osterie contemporanee e street-food di nicchia
La nona edizione di Polifonic Festival, in programma dal 22 al 26 luglio in varie location della Valle d'Itria, nella parte centrale della Puglia, è uno dei più importanti appuntamenti dedicati alla musica elettronica in programma quest'estate in Italia. La kermesse vede alternarsi nomi molto apprezzati della scena internazionale, tra cui il producer inglese Dj Rum (che è stato tra gli headliner dell'ultima edizione del C2C di Torino), gli artisti italiani Donato Dozzy e Mace, la dj tedesca Lena Willikens, il musicista canadese Tiga e la dj palestinese Sama' Abdulhadi.
Con questi e molti altri nomi in line-up, il Polifonic si conferma un punto di riferimento nel Sud Italia per gli appassionati di clubbing e non solo. Negli ultimi anni la regione ha dimostrato, più di ogni altra in Italia, una notevole vitalità nel settore dei festival musicali: le manifestazioni sono numerose, ben organizzate, accessibili e capaci di proporre line-up ambiziose. Alla base di questa tendenza c'è l'idea che le risorse investite negli eventi musicali e culturali producano ricadute positive su altri settori, a partire dal turismo.
Per chi sarà nella Valle d'Itria in occasione del Polifonic può essere l'occasione per scoprire la vivace scena gastronomica locale, oltre per l'appunto a quella musicale e culturale – tra masserie, osterie contemporanee e street-food di nicchia. Ecco allora cinque posti che vale la pena provare.
Masseria Moroseta
La proposta gastronomica di Masseria Moroseta, nella campagna di Ostuni, «è una celebrazione della cucina mediterranea, con piatti colorati e ricchi di sapori, che esaltano la freschezza degli ingredienti» scrive la Guida Michelin. La chef milanese Giorgia Eugenia Goggi – che ha lavorato da Erba Brusca e Ratanà a Milano, da Mãos a Londra e al Relæ di Copenaghen – propone un menu ricercato ma al tempo stesso autentico e molto legato al territorio, con ingredienti prevalentemente vegetali; il tutto è accompagnato da una selezione curata di vini naturali.
Acquasanta — Dispensa e Vino
Nonostante Ostuni e il suo centro storico siano caratterizzati da un forte afflusso turistico, soprattutto durante l'estate, alcune realtà hanno scelto di non allineare la propria identità e la propria proposta gastronomica a questa tendenza. Acquasanta è un tapas bar che si muove esattamente in questa direzione: propone vini naturali, toast e panini ricercati o insalate e piatti vegetali di carattere e con ingredienti non scontati.
Burro Cafe
All'interno del centro storico di Ostuni c'è anche e soprattutto Burro Cafe, una bakery dallo stile contemporaneo definita dal Gambero Rosso «la nuova caffetteria con cucina per fare una colazione europea in Puglia». La sua proposta gastronomica prevede «danish pastry, pain au chocolat, croissant, cinnamon rolls e tanti special del giorno», si legge sul Gambero Rosso, oltre a piatti salati ambiziosi e ricercati – e «ad accompagnare il tutto specialty coffee selezionati e stagionali che cambiano periodicamente [...], ma anche kombucha e succhi fatti in casa», tra le altre cose.
Giardini 36
Lasciandosi alle spalle Ostuni e dirigendosi verso Martina Franca, si incontra il ristorante Giardini 36, guidato dalla chef Katia Grilletti. La sua proposta gastronomica si avvale di ingredienti proveniente dall’azienda agricola biologica di famiglia, dando forma a un menu che cambia ogni giorno in base a quel che offrono l’orto e il mercato. I piatti vengono poi accompagnati da una selezione non banale di vini, provenienti quasi esclusivamente dalla Puglia. Progettato dal designer svizzero Gabriel Heusser, il locale unisce un’estetica contemporanea a un’atmosfera raccolta.
Botteghe Antiche
La trattoria Botteghe Antiche, nel centro storico di Putignano, è uno degli indirizzi pugliesi più tenuti in considerazione tra chi si occupa di gastronomia. Il locale è guidato dallo chef Stefano D'Onghia, che dopo un percorso nell'alta ristorazione ha scelto di puntare su piatti semplici ma ben fatti, materie prime locali e un menu che cambia quasi quotidianamente. Non a caso, nel 2025 il ristorante è entrato nella classifica 50 Top Italy dedicata alle migliori trattorie e bistrot moderni, e ha ottenuto la Chiocciola di Slow Food, con cui l'associazione individua – all'interno delle sue guide – i locali che si distinguono per la qualità della cucina legata al territorio.

