
12 Ottobre 2026
C'è una ragione scientifica per l'odore dell'autunno Si tratta di sentori aromatici che hanno a che fare con una serie di sostanze prodotte dalle piante e dal terreno tra settembre e novembre
Con i suoi sentori di foglie e legno bagnati, così come di terra umida, l’autunno è noto per essere stagione con un odore molto riconoscibile, per via di una serie di sostanze prodotte dalle piante e dal terreno, tra le altre cose, a cui gli individui sono particolarmente sensibili – spesso senza rendersene conto. Nonostante non ci sia un unico responsabile per i sentori aromatici, resinosi e balsamici dell'autunno, c’è una precisa sostanza che più di tutte conferisce queste caratteristiche olfattive alla stagione che va da settembre a novembre: si chiama "geosmina" ed è un composto organico che viene prodotto da alcuni batteri presenti nel terreno.
L’olfatto degli esseri umani è molto sensibile alla geosmina e riesce a percepirla anche in concentrazioni bassissime – secondo le stime, ne basterebbe una quantità equivalente a meno di un cucchiaino per renderla rilevabile in 200 piscine olimpioniche. Non è ancora chiaro perché gli individui siano così sensibili a questa sostanza: una possibile spiegazione è che questa sensibilità si sia sviluppata nel corso dell’evoluzione umana, come parte della capacità dell’olfatto di riconoscere sostanze chimiche presenti nell’ambiente circostante.
Cosa influenza l'odore dell'autunno
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L’odore tipico dell’autunno dipende anche da fattori come la temperatura, la luce, l’umidità e il vento, che modificano l’intensità e le caratteristiche di questi aromi. Non a caso, i sentori tipici della stagione variano in base alle condizioni meteorologiche – inoltre, non sono necessariamente legati alla pioggia. La geosmina e le altre sostanze responsabili di questi odori, infatti, non vengono prodotte soltanto quando piove; tuttavia, l’acqua può favorirne la dispersione nell’aria e renderle più facilmente percepibili dal nostro olfatto.
Un altro fattore che contribuisce al profumo tipico dell’autunno è la decomposizione delle foglie cadute, che vengono gradualmente degradate da funghi e batteri nel corso di diversi mesi. Durante questo processo, alcune sostanze chimiche contenute nel foliage vengono rilasciate nell'aria, contribuendo al caratteristico odore di bosco in autunno. In città, invece, questi sentori sono spesso meno evidenti perché si mescolano a quelli prodotti dal traffico e dalle altre attività urbane – anche nei parchi cittadini di piccole e medie dimensioni può essere quindi più difficile percepire lo stesso aroma che si sentirebbe in un bosco tra settembre e novembre.
Capire il successo del turismo autunnale
I sentori e i colori dell’autunno sono legati agli stessi cambiamenti che interessano le piante con l’arrivo della stagione fredda. Verso la fine dell’estate, infatti, quando le giornate iniziano ad accorciarsi e le temperature si abbassano, gli alberi riducono gradualmente l’apporto di acqua e sostanze nutritive alle foglie, preparandosi ai mesi invernali: la clorofilla, il pigmento responsabile del colore verde, diminuisce e lascia emergere altre sostanze già presenti nelle foglie, che determinano le tonalità gialle, arancioni e rosse tipiche del foliage autunnale.
Il cambiamento dei colori delle foglie è anche alla base della crescente popolarità del turismo del foliage, che porta sempre più persone a visitare boschi, parchi e aree montane per osservare e vivere appieno il paesaggio autunnale. In questo periodo, ai colori delle foglie si accompagnano per l'appunto i sentori piuttosto inconfondibili della vegetazione e del terreno, favorendo un tipo di esperienza molto apprezzata dalla fetta di pubblico sempre più ampia amante di viaggi ed escursioni nella natura.

