
24 Settembre 2026
Capire il successo del turismo del “foliage” in autunno La pratica sta risollevando il settore turistico, in un periodo dell’anno generalmente meno vivace
Negli ultimi anni, visitare i boschi in autunno per osservare il cambio di colore delle foglie è diventata un’attività sempre più popolare. Il fenomeno è particolarmente diffuso negli Stati Uniti, dove ogni anno attira milioni di visitatori, noti come «leaf peepers». Anche in Italia, dove l’osservazione del foliage non ha una tradizione altrettanto consolidata, questa pratica si sta progressivamente trasformando in una nuova forma di turismo stagionale, capace di rendere più attrattivi boschi, vallate e piccoli borghi proprio in uno dei periodi dell’anno tradizionalmente meno affollati.
La passione per il "foliage" in Italia
Negli ultimi anni, diverse regioni italiane hanno iniziato a costruire itinerari autunnali intorno al foliage, trasformando qualcosa che fino a poco tempo fa era semplicemente parte del paesaggio in una ragione per organizzare un viaggio. In Toscana, per esempio, il turismo autunnale attraversa il Casentino, la Garfagnana, il Mugello, la Lunigiana e il Monte Amiata, tra faggete, castagneti e percorsi che uniscono il cambio di colore delle foglie a borghi, prodotti stagionali e gastronomia locale. Particolarmente centrale è il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, una delle aree forestali più importanti del Paese, dove convivono oltre quaranta specie di alberi e il paesaggio passa in poche settimane dal verde al giallo, all’arancione fino al rosso porpora.
Qui il foliage è ormai diventato anche parte dell’offerta turistica del territorio. Nel 2026, per esempio, il Parco organizza tra settembre e novembre Autunno Slow, un calendario di escursioni, passeggiate, iniziative dedicate al foliage, degustazioni ed eventi legati ai prodotti e alle tradizioni dell’Appennino tosco-romagnolo. Non è quindi soltanto una questione di fotografare gli alberi nel momento giusto: il cambio di stagione diventa il pretesto per riportare persone nei boschi, nei piccoli centri e nelle attività locali quando la stagione estiva è ormai terminata.
Il Treno del Foliage è diventato un simbolo dell’autunno italiano
@torinoconandre Sul Treno del #foliage Ogni autunno, tra #Italia e #Svizzera, un treno attraversa uno dei paesaggi più spettacolari delle Alpi: il Treno del Foliage, lungo la Ferrovia Vigezzina-Centovalli, da Domodossola a Locarno. Un viaggio lento, nel quale i finestrini diventano cornici di colore, e ogni curva regala un paesaggio nuovo, quasi dipinto. Il New York Times lo ha inserito tra i 5 viaggi autunnali su treno più belli al mondo, e basta salirci una volta per capirne il motivo. E paradossalmente, la giornata perfetta non è quella di sole. È quella con le nuvole, quando la luce si fa morbida e i colori più profondi. L’atmosfera si riempie di silenzio e malinconia, come in un film. . . . #treno #piemonte original sound -
L’esempio forse più evidente di questa trasformazione si trova tra Piemonte e Canton Ticino. Ogni autunno la ferrovia Vigezzina-Centovalli, che collega Domodossola e Locarno lungo un percorso di 52 chilometri, diventa il cosiddetto Treno del Foliage. La linea è attiva durante tutto l’anno, ma nel periodo in cui i boschi della Valle Vigezzo e delle Centovalli cambiano colore il viaggio ferroviario viene promosso specificamente come esperienza autunnale. Nel 2026 il periodo dedicato al foliage va dal 10 ottobre al 15 novembre: il percorso attraversa vallate, boschi, piccoli paesi, ponti e corsi d’acqua permettendo di osservare il paesaggio direttamente dal treno e, con il biglietto dedicato, di effettuare anche una fermata intermedia lungo il tragitto.
È probabilmente qui che si vede meglio come il foliage stia diventando un prodotto turistico anche in Italia. Un’infrastruttura nata con tutt’altra funzione viene riletta attraverso una stagione specifica e trasformata in un’esperienza legata al territorio, mentre ristoranti, negozi e attività dei centri attraversati dalla ferrovia costruiscono iniziative intorno all’arrivo dei visitatori. Anche il Friuli-Venezia Giulia promuove percorsi dedicati ai colori autunnali, mentre sulle Alpi, nelle Dolomiti e lungo l’Appennino il periodo compreso tra ottobre e novembre sta diventando sempre più facilmente associato a escursioni, weekend e itinerari costruiti intorno ai boschi.
All’estero questo processo è semplicemente più avanzato. Negli Stati Uniti, per esempio, esiste da tempo una vera cultura dei leaf peepers, mentre in Canada vengono pubblicate ogni anno mappe e previsioni per individuare il momento di massima intensità dei colori. In Giappone esiste persino un termine specifico, momijigari, per indicare l’osservazione delle foglie autunnali. Anche l’Italia, però, sembra avviarsi nella stessa direzione, con una differenza: qui l’esperienza viene quasi sempre intrecciata con borghi, gastronomia, trekking e piccoli territori dell’entroterra, diventando un modo per allungare la stagione turistica oltre l’estate.
Come mai le foglie in autunno cambiano colore?
fall breeze and autumn leaves. pic.twitter.com/rWmVzfbxWu
— ᅠ (@artindetails) September 20, 2022
Il cambiamento del colore delle foglie degli alberi avviene quando, verso la fine dell’estate, le giornate iniziano ad accorciarsi e le temperature si abbassano. In questo periodo la pianta comincia a prepararsi per i mesi invernali, iniziando una sorta di processo di conservazione delle proprie energie – in attesa della primavera. La pianta riduce gradualmente l’apporto di acqua e sostanze nutritive verso le foglie: la clorofilla, responsabile del loro caratteristico colore verde, diminuisce e perde progressivamente la sua funzione. Diventano così visibili altri pigmenti già presenti nelle foglie, che ne determinano il cambiamento di colore e producono le tipiche tonalità gialle dell’autunno.
Se il processo che porta all’ingiallimento delle foglie è noto da tempo, è meno chiaro invece perché alcune diventino rosse. Tale colorazione, infatti, dipende dalla produzione di nuove sostanze che non erano presenti nel fogliame e che ne modificano il colore. Il fenomeno può sembrare poco conveniente: perché investire energia nella produzione di nuove sostanze per migliaia di foglie ormai destinate a cadere? È proprio questa apparente contraddizione ad aver alimentato diverse ipotesi tra i botanici.
L’interpretazione più accreditata è che questi pigmenti servano a proteggere la pianta. Le sostanze responsabili del colore rosso potrebbero agire come una sorta di filtro, schermando la foglia dalla luce solare durante le ultime fasi della sua vita: in questo modo, l’albero avrebbe più tempo per recuperare e riutilizzare parte dei nutrienti contenuti nelle foglie prima di lasciarle cadere.

