
20 Luglio 2026
I migliori cimiteri da visitare quest'estate Cinque luoghi per poter scoprire il lato più vivo della memoria
Un anno fa, sulla tomba di Karl Marx nel cimitero londinese di Highgate è comparso un Labubu. Appeso al busto del filosofo, è stato fotografato, condiviso e commentato da centinaia di persone. Anche la memoria dei morti, forse, è entrata nel linguaggio della cultura pop. Negli ultimi anni il necroturismo, il viaggio verso cimiteri, ossari e luoghi legati alla morte, ha perso progressivamente la sua natura macabra. Chi entra in questi spazi non cerca soltanto la tomba di una celebrità: viene per le opere d'arte, per i parchi monumentali, a volte per ricostruire la stratificazione sociale di una città. In Italia, poi, dove i cimiteri sono quasi città parallele, tutto questo ha una marcia in più: raccontano come una comunità avrebbe voluto essere ricordata. Visitare un cimitero in vacanza potrebbe ancora sembrare un gesto bizzarro. Eppure questi posti hanno quasi tutto quello che cerchiamo quando partiamo: opere d'arte, architettura, storie locali. Sono dedicati alla memoria, ma restano tra i luoghi più vivi che si possano visitare. Dalla borghesia industriale milanese all'isola dei morti di Venezia, cinque cimiteri da visitare quest'estate.
Cimitero Monumentale della Certosa, Bologna
Quasi una seconda città, nascosta alle spalle di quella dei vivi, ecco la Certosa di Bologna. Fondata come cimitero nel 1801 sugli spazi di un convento certosino, attraversa chiostri e sale, porticati e gallerie. Camminando al suo interno sembra di passare da un'epoca all'altra, tra monumenti neoclassici, sculture romantiche, decorazioni liberty e cappelle contemporanee. Non è solo questo a renderlo un luogo suggestivo: è un luogo che dà la possibilità di osservare la storia di questa città, con le sue complesse stratificazioni e trasformazioni.
Cimitero Monumentale, Milano
A pochi passi da Chinatown e da Porta Nuova, il Cimitero Monumentale è un museo a cielo aperto. Inaugurato nel 1866 su progetto di Carlo Maciachini, mette insieme suggestioni gotiche, bizantine e romanico-lombarde. All'ingresso il Famedio accoglie le personalità illustri, da Alessandro Manzoni a Salvatore Quasimodo, mentre tra i viali si incontra l'edicola Toscanini, scolpita da Leonardo Bistolfi per il figlio del direttore d'orchestra, morto bambino. Qui la borghesia industriale si è fatta scolpire in eterno, in edicole grandi come cappelle, tra angeli in bronzo e allegorie del lavoro.
Cimitero di San Michele, Venezia
Il Cimitero di San Michele a Venezia è un luogo sospeso, quasi mistico. Occupa un'intera isola tra la città e Murano e fu un editto napoleonico, all'inizio dell'Ottocento, a trasformare l'isola nel camposanto ufficiale della città, nato precedentemente sulla vicina isola di San Cristoforo. La chiesa di San Michele in Isola di Mauro Codussi accoglie i visitatori, e al suo interno il cimitero racconta la natura cosmopolita della Serenissima. Nella sezione ortodossa riposano Igor Stravinskij e Sergej Djagilev, in quella evangelica si trovano Ezra Pound e Iosif Brodskij, che in vita aveva dedicato alla città alcuni dei suoi scritti migliori. Sulla tomba di Djagilev, ancora oggi i ballerini di passaggio lasciano le proprie scarpette da danza.
Cimitero delle Porte Sante, Firenze
Per riuscire a vedere Firenze dall'alto, quasi tutti sono convinti di doversi fermare a Piazzale Michelangelo. Pochi sanno, però, che è possibile continuare la salita fino alla basilica di San Miniato al Monte. Ancora meno entrano nel Cimitero delle Porte Sante, inaugurato a metà Ottocento su progetto di Niccolò Matas, ampliato poi nel 1864 da Mariano Falcini. Il camposanto si sviluppa davanti e dietro la chiesa con cappelle neogotiche, statue, viali e terrazzi affacciati sui tetti fiorentini. Ospita le tombe di Carlo Collodi, Franco Zeffirelli, Ottone Rosai e Giovanni Spadolini. Qui è inoltre possibile godersi, in un clima più sereno e tranquillo, il panorama offerto dalla città.
Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova
Anche senza averlo mai visitato, Staglieno potrebbe risultare familiare ai più. La tomba Appiani è sulla copertina di Closer dei Joy Division, l'angelo della tomba Ribaudo su quella del singolo Love Will Tear Us Apart. Il camposanto nacque da un progetto del 1835 di Carlo Barabino, completato dal suo allievo Giovanni Battista Resasco, e l'apertura al pubblico arrivò il 2 gennaio 1851. Le famiglie genovesi si fecero ritrarre qui in statue di un realismo minuzioso, tra abiti ricchi di dettagli e gesti teatrali.
Lungo i viali si incontrano il mausoleo di Giuseppe Mazzini, la tomba di Fabrizio De André e, nella sezione inglese, quella di Constance Lloyd, la moglie di Oscar Wilde. La statua più amata però resta quella di Caterina Campodonico, la "signora delle noccioline": una popolana che vendendo frutta secca e canestrelli mise da parte abbastanza per commissionarsi da viva, nel 1881, un ritratto in marmo.
























