Storia dei gelati confezionati che non esistono più Partendo da cinque marchi che hanno definito l'immaginario degli anni Ottanta e Novanta

Storia dei gelati confezionati che non esistono più Partendo da cinque marchi che hanno definito l'immaginario degli anni Ottanta e Novanta

Da qualche anno i gelati confezionati hanno smesso di essere un prodotto commercialmente interessante e strategico per le multinazionali del settore. Di recente, per esempio, Nestlé ha annunciato l'intenzione di voler vendere la sua divisione dedicata ai gelati confezionati, di cui fanno parte marchi molto noti – come Maxibon, Coppa del Nonno e Häagen-Dazs.

Uno dei motivi principali di questo trend riguarda l'aumento dei costi di alcune materie prime necessarie alla preparazione dei gelati confezionati, come zucchero, latte e cioccolato – cosa che ha comportato un incremento generalizzato dei prezzi di vendita al pubblico. In Italia, per esempio, nel 2021 il prezzo medio di un gelato confezionato era di circa 4 euro, mentre nel 2025 era quasi raddoppiato. Alcuni marchi per mantenere i prezzi invariati, dovendo fronteggiare l’aumento dei costi di produzione, si sono viste costretti a diminuire la grandezza dei rispettivi gelati – un approccio, questo, che prende il nome di shrinkflation e che raramente viene accolto con favore dai consumatori.

A causa dell'incremento dei prezzi dei gelati confezionati, sempre più consumatori hanno cominciato a preferire le versioni discount dei rispettivi supermercati. Insomma, l'epoca dei d'oro dei gelati confezionati dei marchi che hanno fatto la Storia del settore sembra essere in qualche modo finita. Eppure, tra gli anni Ottanta e Novanta, alcuni gelati erano diventati dei veri e propri fenomeni di costume, richiamando spesso un immaginario ben preciso. Ecco allora cinque gelati confezionati iconici che non vengono più prodotti.

Winner Taco

@ilovethe90sitalia Winner Taco (1997) #winnertaco #algida #anni90 #tisbloccounricordo #spotvintage suono originale - I Love the 90s Italia

Tra i formati di gelato più celebri c'è sicuramente il Winner Taco, prodotto da Algida a partire dalla fine degli anni Ottanta. Si trattava di un cono a forma di taco ripieno di gelato alla vaniglia, caramello e arachidi, ricoperto di cioccolato. Il prodotto venne ritirato dal mercato italiano nei primi anni Duemila: la notizia fu accolta con grande sconforto, tanto che qualche anno dopo che Algida smise di produrlo nacquero una pagina Facebook, un hashtag e una campagna che riuscì a fare in modo che venisse rimesso in produzione, nel 2014.

Piedone

@tuttospot80 È PIEDONEil gelatone col cacao sul ditone! (p.s. si è Ilary Blasi la bambina dietro con la canotta rossa ) #piedone #anni80 #anni90 #gelato #tuttospot80 audio originale - TUTTO SPOT 80

Tra i gelati più curiosi e amati degli anni Ottanta c'era anche Piedone, un gelato a stecco caratterizzato dalla silhouette inconfondibile: «È difficile capire perché un gelato fatto a forma di piede [...] abbia avuto tanto successo», ha scritto a tal proposito Wired Italia. In genere il rivestimento era in parte composto da cioccolato, mentre la parte principale del prodotto era alla vaniglia. Il prodotto, anche per via della sua forma, era particolarmente amato dai bambini, che lo vivevano quasi come un gioco.

Twister

Tra i gelati che hanno segnato gli anni Ottanta e Novanta c'è anche il Twister, lanciato inizialmente dall'azienda Eldorado e successivamente commercializzato da Algida. Nato nel 1982, era caratterizzato da uno stecco con una doppia spirale bicolore che avvolgeva la parte interna, spesso nelle varianti cioccolato e panna. Nel corso del tempo ne sono state proposte diverse versioni e combinazioni di gusti, ma il prodotto originale – così come veniva venduto decenni fa – è ormai scomparso dai bar o dagli stabilimenti balneari italiani, e ancora oggi molti lo ricordano come uno dei gelati più riconoscibili di quel periodo.

Arcobaleno

@storiedibrand Te li ricordi i gelati Eldorado? SEGUI @storiedibrand In molti non li ricorderanno, ma i loro prodotti economici sono tuttora in commercio sotto mentite spoglie. #algida #maxcorona #storiedibrand suono originale - Max Corona | Storie di Brand

Tra i prodotti più particolari di quegli anni c'era anche il cosiddetto Arcobaleno di Eldorado, un ghiacciolo diventato celebre per la sua struttura insolita. Era infatti composto da quattro strisce affiancate, ognuna con un gusto diverso: coca cola, fragola, limone e menta. La combinazione di colori e sapori lo rese uno dei gelati più riconoscibili dell'epoca, soprattutto tra i bambini. Il successo dell'Arcobaleno era legato proprio alla possibilità di assaggiare più gusti contemporaneamente, un'idea che all'epoca rappresentava una novità nel mercato dei ghiaccioli confezionati.

Puffoghiaccioli

Tra i gelati degli anni Ottanta più legati all'immaginario dei bambini c'erano anche i Puffoghiaccioli di Sammontana. La loro caratteristica principale era proprio la forma, che richiamava quella dei Puffi, i personaggi dell'omonimo cartone animato molto popolari in quel periodo. Il prodotto – uno dei primi creati a partire da un marchio esterno – era disponibile con una combinazione di arancia e limone. Come molti prodotti dell'epoca, tra cui per l'appunto Piedone, i Puffoghiaccioli puntavano anche e soprattutto sull'aspetto ludico, nel tentativo di rendere il consumo di gelato un qualcosa che andava oltre il semplice spuntino.

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