
31 Agosto 2026
Gli imprenditori del settore food amano la pizza Sempre più ristoratori investono in questo ambito in continua espansione
Di recente il content creator Mocho, fondatore della celebre catena di fast food Meat Crew, ha annunciato l’apertura a Milano della sua prima pizzeria. La cosa ha relativamente stupito diversi utenti e appassionati del settore perché Mocho (Massimo Novati) è, insieme a Jack Ballardini di Buns (Verona e Mantova) ed Egidio Cerrone di Puok (Napoli), una delle figure più influenti e riconosciute nel panorama italiano della cultura dei burger.
Eppure, a farci caso, negli ultimi anni il settore delle pizzerie è cresciuto molto: secondo una stima elaborata e diffusa dagli organizzatori del Campionato Mondiale della Pizza, che si tiene da oltre 30 edizioni a Parma, nel 2024 il numero di pizzerie è aumentato del 25% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un incremento significativo, soprattutto considerando che nello stesso periodo i costi delle materie prime nel campo della ristorazione sono aumentati. Le pizzerie, tuttavia, sembrano riuscire a compensare meglio questi incrementi – in parte ancora in corso – grazie a una domanda che rimane tuttora molto elevata.
Il rinnovato business delle pizzerie
@mochohf IL MOMENTO È ARRIVATO! Il mio nuovo progetto dedicato all’American Style Pizza si chiamerà: FAT SLICE Non vedo l’ora ora di raccontarvi questa nuova storia, con la stessa passione con cui vi ho raccontato l’American Burger Culture di Meat Crew. Andate subito a seguire la pagina fatslice.pizza perché a 5.000 follower vi droppo il logo… che è semplicemente DEVASTANTE! Per vedere invece la nostra Pizza dovrete attendere ancora un pochino. FAT SLICE American Style Pizza
audio originale - Mocho
La scelta di Mocho di aprire una pizzeria, a farci caso, si inserisce in una tendenza in parte già avviata: negli ultimi anni diversi imprenditori già attivi nel campo della ristorazione e dei fast food hanno scelto di investire nel mercato della pizza. A Milano uno dei casi più significativi è quello di Stefano Saturnino, che dopo aver fondato nel 2011 Panini Durini ha progressivamente lanciato una serie di progetti dedicati alla pizza: il primo è stato Marghe, seguito da Pizzium e Giolina; di recente Saturnino ha inoltre acquisito la catena Crocca.
Lo stesso Flavio Briatore, imprenditore molto celebre per le sue attività in altri campi, ha investito nel mercato delle pizzerie, fondando il marchio Crazy Pizza, con punti vendita a Roma, Milano, Monte Carlo, Londra, Ibiza e St. Moritz. Resta il fatto che il settore della pizza in Italia è cambiato profondamente negli ultimi anni. Molte delle nuove aperture, infatti, non si rifanno più al modello “familiare” che per decenni ha caratterizzato il settore: sempre più realtà puntano al lancio di vere e proprie catene, mentre altre hanno guardato al mondo dell’alta ristorazione, sperimentando proposte più sofisticate e investendo sulla qualità del servizio e dell’esperienza complessiva.
Come sta cambiando la cultura della pizza in Italia
Negli ultimi anni si è sviluppata ulteriormente la cultura della pizza in Italia, nonostante sia un prodotto diffuso da moltissimi anni nel Paese. Accanto all’idea tradizionale di pizza intesa come cibo veloce, accessibile e senza particolari pretese (che resta ancora oggi quella prevalente), si è affermato un nuovo modo di concepire questo alimento. Più in generale, la pizza è diventata oggetto di studio da parte di pizzaioli, appassionati e imprenditori che ne hanno esplorato impasti, tecniche e interpretazioni diverse. Lo stesso Mocho, per esempio, con ogni probabilità proporrà la versione statunitense della pizza, in maniera coerente con il suo percorso e l'identità della sua catena di fast food.
Dopo il rinnovato successo della pizza napoletana e più recentemente di quella romana (bassa e croccante), sembra essere arrivato il momento degli slice di pizza in stile nordamericano. Questo è uno street-food da tempo molto popolare negli Stati Uniti, ma che oggi sta conquistando spazio anche in Italia, soprattutto a Milano. Tra le realtà che hanno già puntato su questo format, oltre alla nuova pizzeria di Mocho (che si chiamerà Fat Slice), c’è per esempio Pizza Stella, che si rifà in parte alla tradizione newyorkese.

