Combattere i maranza non è politica È oppressione, ma il governo la pensa diversamente

Combattere i maranza non è politica È oppressione, ma il governo la pensa diversamente

Questa settimana il governo italiano ha approvato un nuovo disegno di legge. Il che potrebbe sembrare una buona notizia, considerando le manifestazioni contro il carovita che da giorni si protraggono in Italia, al nord da parte dei giovani e al sud da agricoltori e trasportatori. Ma il DDL proposto dai rappresentanti della Lega a Milano questo martedì non ha a che fare con il prezzo del gasolio, degli affitti o dei prodotti alimentari. L’hanno soprannominata legge “anti-maranza”, ed è stata sviluppata in seguito agli episodi di violenza che hanno avuto luogo lo scorso weekend a Milano. Il fatto interessante della questione è che né Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei ministri, né Igor Iezzi, membro della Camera, sanno cosa vuol dire “maranza”. 

«In realtà il termine maranza, più che un’accezione giuridica, ha un'accezione culturale», ha voluto dire Iezzi quando Salvini l’ha invitato a rispondere alle domande dei giornalisti al suo posto. «Credo che sia l’unione di “marocchino” e “zanza”», ha ipotizzato il deputato. La proposta di legge che porta un soprannome di cui neanche i suoi fautori sanno effettivamente il significato dovrebbe prevenire i reati che secondo il deputato sono «tipici del maranza», come l’oltraggio al pubblico ufficiale, l’associazione di tipo mafioso, lo sfruttamento del lavoro e persino l’interruzione di gravidanza non consensuale. Le misure sono rivolte a minorenni tra i 14 e i 18 anni di età (per cui in Italia è prevista l'imputabilità penale) e includono il divieto di aggregazione e il fermo di prevenzione. Praticamente, hanno catalogato i giovani tamarri milanesi come un’associazione a delinquere. 

Il vero significato di "maranza" 

Ma partiamo dalle basi: maranza, termine nato negli anni ‘80 a Milano e provincia, è un altro modo per dire “tamarro”. Negli ultimi anni il sostantivo è tornato a circolare con accezione negativa quando i media hanno iniziato a usare il termine nei propri servizi per raccontare la vita dei giovani di seconda generazione in italia. Malgrado ciò che dice la stampa e il deputato Iezzi, più che prendere in giro la provenienza di una persona il termine maranza ne prende in giro lo stile. Come i “capelloni” negli anni ‘60 e “paninari” negli ‘80, “maranza” racchiude tutta una serie di stereotipi stilistici: la tuta acrilica, le sneaker, il borsello, gli accessori firmati. È questo il motivo per cui sembra strana una legge “anti-maranza”: una cosa è perseguire la delinquenza, un’altra è opprimere una sottocultura.

Chiarito il significato di maranza, resta una domanda: perché il governo ha deciso di fare la guerra ai tamarri di Milano? La risposta si trova nell’immaginario che i media e la politica hanno costruito negli ultimi anni attorno a questo stereotipo. Una delle prime occasioni in cui un politico ha utilizzato il termine risale all’anno scorso, quando il sindaco di Milano Beppe Sala ha commentato un’operazione di polizia che aveva portato all’arresto di decine di giovani, in gran parte di seconda generazione. Nello stesso anno, a Verona, l’organizzazione Lotta Studentesca del movimento di estrema destra Forza Nuova ha organizzato l’iniziativa “Emargina il Maranza”, un raduno pensato per seminare paura giustificato sotto il titolo di presidio. 

A questo quadro si aggiungono poi le cosiddette ronde anti-maranza: gruppi organizzati di uomini tra i venti e i trent’anni che, spesso ripresi e celebrati sui social, pattugliavano le città con l’obiettivo di aggredire immigrati e giovani di seconda generazione, identificati proprio con l’etichetta di maranza. Un fenomeno che ha avuto anche conseguenze giudiziarie, con la Procura di Milano che ha avviato un’indagine nei confronti di nove estremisti di destra.

Lo slang come ultimo strumento di propaganda  

Diventa dunque più semplice capire perché due politici che non sanno neanche cosa significhi “maranza” abbiano scelto di usare questo termine come soprannome di una nuova legge: per conquistare i voti di chi, in questi anni, è stato convinto da media e politica che i maranza siano la principale causa della criminalità in Italia e che questo sia il problema principale di cui il governo debba occuparsi.

Il problema è che usare lo slang per cercare consenso, trasformare una sottocultura in organizzazione criminale e schierare tutte le proprie pedine su un solo lato della bilancia, quello dell’estremismo, rischia di semplificare la politica. Tutto questo, in un momento in cui lo Stato ha problemi ben più seri di un ragazzino in tuta acrilica e Nike TN, come gli studenti che faticano a pagarsi studi e affitto e i supermercati vuoti nel meridione a causa di agricoltori e camionisti fermi per protestare il caro carburante. A quanto pare, per Lega e governo Meloni la soluzione alle manifestazioni è una legge che renda più facile incarcerare i minorenni.