
08 Settembre 2026
I 48 migliori nuovi ristoranti d'Italia e cosa raccontano di noi I finalisti di TheFork Awards riflettono sempre più i criteri decisivi per chi prenota
The Fork Awards, il premio alle migliori nuove aperture e nuove gestioni dell’anno organizzato da The Fork e Identità Golose è arrivato alla sua ottava edizione. Una giuria di settantaquattro chef ha annunciato i 48 finalisti, con la Lombardia in testa e dieci indirizzi tra Milano e il lago di Garda.
La cosa davvero interessante e curiosa della classifica è la sua varietà, dal fine dining a osterie contemporanee. La lista dei concorrenti, in fondo, ci dice molto di più che semplicemente dove ci piace a mangiare. Sembra raccontarci piuttosto necessità e richieste attuali, come sono cambiate e cosa chiediamo oggi ad un locale quando decidiamo di uscire.
Chi c'è in lista?
A Milano ci sono Thelema di Simone Tricarico a Gaggiano, il più votato con sei nomination, la pizzeria di Denis Lovatel, il 142 Restaurant, l'osteria Nino, Sasà Martucci e la nuova Langosteria Montenapoleone, mentre verso il lago nominati Rebis a Desenzano, Tavola MoS a Lonato, LOVRE a Lovere e Il Gesto a Busto Arsizio.
Il Trentino-Alto Adige porta Pramol Alto, Fuoripista, Yera, Kallmunz e il 1224 del Grand Hotel Savoia di Cortina; il Piemonte Fiammetta Brace Bar, AL e Spirito Osteria a Torino più Capuccina a Cureggio; l'Emilia-Romagna Zivieri, Fuba, il Sant'Agostino e ALTO a Cervia; il Friuli Špajs e Al Bassotto, la Liguria Cucina di Sintesi e il Piccolo Ristorante.
Roma risponde con Stecca, Nomos Ante, l'izakaya Koji Sakaba e Pasqualina a Frascati, la Toscana con Tarassaco, Antesi e Oltre, e l'Abruzzo si prende il record con Sextantio, l'albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio che ha convinto sette chef tra cui Niko Romito, accanto all'Albura Bistrot di Avezzano.
Al Sud la Puglia schiera Intrecci, Vez Cucina, La Farm e Carèm al Mohala, la Calabria la paninoteca Manubuns a Cosenza e Il Deposito a Ricadi, la Campania Somnium a Eboli, la Basilicata Baccanti a Matera, la Sardegna Domu a Casa di Nonno e Aurea Osteria Contemporanea, la Sicilia la Trattoria Casamichele e Fonderia a Palermo.
Cosa racconta di noi?
Innanzitutto, un dato rilevante nella scelta del locale deriva da una triste realtà: usciamo sempre meno. Secondo il Rapporto Ristorazione 2026 di FIPE la spesa fuori casa ha superato i cento miliardi di euro, ma i prezzi al ristorante sono cresciuti del 3,2% in un anno. Ogni cena diventa così una scelta inevitabilmente ponderata, e di conseguenza un locale deve poter offrire innanzitutto un’esperienza.
Le ricerche di Circana sul foodservice europeo, riprese da Ristoranìzione Italiana magazine descrivono un cliente che richiede varietà e scoperta. La ricerca del ristorante giusto è dettata dal desiderio di un posto che non assomigli a nessun altro, e che lasci qualcosa da poter anche raccontare il giorno dopo e che riesca soprattutto a far uscire dalla routine.
Ugualmente importante è la qualità del piatto. La prima richiesta effettiva di un cliente è che gli ingredienti siano buoni, la seconda che siano freschi. Secondo un'indagine YouGov per TheFork uscita in primavera, due italiani su tre mettono la materia prima davanti a tutto il resto, stelle e design della sala compresi. Nessuna cucina rivoluzionaria o sperimentale è indispensabile, si vuole sapere cosa c'è nel piatto e da dove viene. Un terzo dei consumatori tiene d'occhio anche che quegli ingredienti siano locali, o che siano comunque scelti con criterio e attenzione, mentre tre su quattro considerano importante l'impegno ambientale del locale.
L’ultimo criterio è anche il più recente: la “foodmo”, la paura di perdersi il locale di cui parlano tutti. Tre clienti su quattro scelgono il ristorante su consiglio di amici, uno su cinque segue però quello dei creator. Senza contare che sempre più prenotazini nascono da una ricerca compiuta con l’intelligenza artificiale: ormai il ristorante viene scelto in primis tramite schermo, prima di averlo provato personalmente.

