
13 Agosto 2026
Leonardo Buffardi porta Pino Daniele a Rio de Janeiro Il musicologo presenta al Congresso ARLAC/IMS di Rio uno studio sulla riscrittura brasiliana di "E po' che fa'"
Il musicologo e ricercatore napoletano Leonardo Buffardi ha presentato a Rio de Janeiro uno studio sul rapporto tra E po' che fa', pubblicata da Pino Daniele nel 1982 e Bem que se quis, la versione brasiliana incisa da Marisa Monte nel 1989 su un testo portoghese di Nelson Motta. L'intervento, intitolato Ressonância epistêmica entre pucundria e saudade: Pino Daniele e Marisa Monte na reescrita transatlântica como mediação cultural, è stato selezionato dal comitato scientifico del VII Congresso dell'ARLAC/IMS, in programma dal 10 al 14 agosto. Buffardi parte da un interrogativo: se di un'opera cambiano lingua, testo, arrangiamento e contesto, in che misura può continuare a essere riconoscibile?
L’analisi parte da due termini intraducibili, la pucundria napoletana e la saudade brasiliana, dentro cui si sono accumulate memorie ed esperienze di emigrazione, distanza e assenza comuni a Napoli e al Brasile. Le parole non hanno lo stesso identico significato e la tesi di Buffardi non è che la pucundria si traduca immediatamente in saudade: avviene piuttosto quella che il ricercatore chiama risonanza epistemica, un dialogo tra sensibilità che si riconoscono senza mai sovrapporsi.
Il merito è proprio della musica, perché la canzone, passando da un continente all'altro, crea una "zona di contatto" tra le due culture e diventa una "traduzione epistemica", capace di rendere condivisibile un sentimento che le parole, da sole, non riuscirebbero a trasmettere. Per leggere questo passaggio, sostiene Buffardi, la musicologia non può limitarsi agli aspetti storici e tecnici, ma deve dialogare con la filosofia, la linguistica e gli studi culturali.


